Questa
pagina è integralmente curata dall'Ing. Luigi Cesano, e sarà oggetto
di continuo aggiornamento. Chi avesse notizie su questi uomini illustri, o
su altre persone non menzionate e non conosciute (Cellinesi nel Mondo), sul loro
operato, sulle date di nascita, e su qualunque altro tipo di informazione utile,
è pregato di contattarmi alla e-mail Luigi.Cesano@libero.it.
Un
ringraziamento anticipato a quanti vorranno aiutarmi in questa mia opera.
Novembre
2005 |
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Ugo
Alessandrone-Gambardella Enzo Alessandrone –Gambardella, Prof. Raffaele
Spongano, Prof. Marco Pecoraro, Prof. Clemente Mazzotta, Prof. Franco Fanciullo,
Don Vito Bolognini, Don Carmelo Briganti, Oronzo Ginosa, Marchese De Viti-De
Marco prof. Antonio, Prof. Francesco Spina, Al Bano, Prof. Paolo
Ferulli, Venere Iurlaro.
Ugo Alessandrone-Gambardella-
Capitano medico e pediatra. Durante l’armistizio dell’8 settembre 1943, si trovava
a Roma in servizio militare.Rifiutatosi di combattere al fianco alle truppe nazi-fasciste,
fu deportato in Germania nei campi di sterminio, e da allora non si ebbero più
sue notizie.Enzo Alessandrone –Gambardella- Pubblicista, studioso di storia
ed archeologiaOpere: Cellino S. Marco, Brevi cenni storici (Palo del Colle-Fasano,
Liantonio 1927).
 Prof.
Raffaele Spongano- (Cellino S. Marco, 2.10.1904- Bologna, 26.11 2004).Illustre
italianista, nato a Cellino S. Marco, docente di Letteratura Italiana presso l’Ateneo
di Bologna, Condirettore del Giornale Storico della Letteratura Italiana. Notizia
Biografica, — Raffaele Spongano, nato a Cellino S. Marco, piccolo paese del Brindisino,
nel 1904, compì gli studi liceali in Lecce, e nel 1924 si iscrisse alla Facoltà
di Lettere dell'Università di Napoli, però senza poterla frequentare. Potè l'anno
dopo iscriversi alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa, dove ebbe maestro
Attilio Momigliano, e dove si laureò in lettere con una tesi sul Parini, discussa
col Momigliano nel novembre 1930. Dopo aver insegnato per incarico al Liceo di
Pisa, vinto il concorso a cattedre di lettere italiane e latine, fu assegnato
prima al Liceo classico di Galatina (1932-33), poi a quello di Piacenza (1933-35)
e, infine, al Liceo scientifico A. Righi di Bologna. Nel 1942, conseguita la libera
docenza, fu chiamato per incarico all'insegnamento di lingua e letteratura italiana
al Magistero di Firenze, a fìanco di Francesco Maggini. Nel 1949, riuscito primo
nel concorso universitario, ottenne la cattedra di letteratura italiana nella
Facoltà di Lettere dell'Università di Padova e nel 1952 fu chiamato a Bologna
a succedere a Carlo Calcaterra. Presidente della Commissione per i testi di lingua,
promotore e animatore della nuova Università di Lecce, membro del Consiglio Nazionale
delle Ricerche ha collaborato a numerosi periodici e quotidiani, fra cui “II Mondo”
e “La Stampa”, anche con interventi in questioni scolastiche.Nel 1955 ha fondato
la nuova Università di LecceNel 1995 ha istituito la Fondazione “Arcangela
Todaro Faranda”.Il Concorso, giunto alla nona edizione, si è ormai qualificato
come un punto di riferimento significativo nel panorama letterario italiano ed
ha registrato negli ultimi anni la partecipazione di numerosi scrittori dall’Italia
e dall’estero.La pregevole iniziativa si deve al Professore
Raffaele Spongano, che per onorare la memoria della moglie Arcangela Faranda,
scrittrice di raffinata sensibilità, ha istituito una Fondazione a suo nome ed
il premio annuale di narrativa. Il concorso prevede due
sezioni: “racconto” per una raccolta di non meno di tre racconti o novelle inediti
e “romanzo” per un testo inedito di ispirazione unitaria e intrinseco pregio d’arte. Il
premio consiste nella pubblicazione delle due opere vincitrici per i tipi a cura
dell’Editore Alberto Perdisa Bologna. Per maggiori informazioni cliccare sul sito
www.fondazionecarisbo.it.
Opere:
La poetica del sensismo e la poetica del Parini (Messina, Principato, 1933); G.
Parini: II giorno e odi scelte, commento e cura (Torino, S.E.I., 1936); Antologia
della letteratura italiana, 3 voll. (Messina, Principato, 1940- 42); Un capitolo
di storia Iella nostra prosa d'arte. La prosa letteraria del quattrocento (Firenze,
Sansoni, 1941); M. Cesarotti: Saggio sulla filosofia della lingua, a cura (id.
1943); L.B. Alberti: I primi tre libri della famiglia, introd. e comm. con F.C.
Pellegrini (id. 1946); Le prime interpretazioni dei Promessi Sposi. Storia della
crìtica (id. 1947); La prosa di Galilei e altri scritti (Firenze, D'Anna,
'49); A. Momigliano La letteratura italiana. Storia e antologia, 3 voll. (Milano-
Messina, Principato, 1949), a cura; L'edizione critica dei ricordi del Guicciardini
(Firenze, Sansoni, 1951); Stilistica e filologia nella discriminazione delle Rime
dei due Bonaccorso da Montemagno (Firenze, Le Monnier, 1958); Guida allo Spoglio
dei manoscritti e stampe per il repertorio delle nostre rime antiche (Bologna,
Azzoguidi, 1959); II primo Parini (Bologna, Patron, '63); Due saggi sull'Umanesimo
(Firenze, Sansoni, 1964); Schemi di storia della letteratura italiana (Bologna,
Patron, 1965); Nozioni ed esempi di metrica italiana (id. 1966); Le prime interpretazioni
dei Promessi Sposi (id. 1967); Antologia della letteratura italiana, 3 voll. (id.
1969). Bibl.: Panor. biog., op. cit; Chi e'? 1957, op. cit.; D. Triggiani: Per
la storia, op. cit.; Chi scrive, op. cit.; V. Caputo: Italia poetica, op. cit.;
Lui, chi e'?, op. cit.. Si allegano due stampati per
i cento anni di un Maestro del 28.10.2004, ed il comunicato stampa del Comune
di Bologna del 29.11.2004 per il minuto di silenzio in memoria della scomparsa
del prof. Raffaele Spongano, con il discorso integrale tenuto dalla consigliera
Camilla Giunti sua allieva nipote, gentilmente concessi dagli stessi autori. Per
i cento anni di un Maestro 28 ottobre 2004 Autore: AA.VV. Editore: Bononia University Press Una
raccolta di scritti in onore di Raffaele Spongano, italianista giunto al traguardo
del secolo. Non saggi ma racconti informali di esperienze di vita e di lavoro.
Parole, missive e pagelle, completate da un'antologia fotografica del professore.
Raffaele Spongano, l'italianista. Quello noto in Italia e nel mondo.
Quello docente di Letteratura Italiana a Firenze, a Padova e a Bologna. Quello
che nell'Ateneo felsineo è stato anche Presidente dell'Accademia delle Scienze,
Presidente della Commissione per i Testi di Lingua, Fondatore e Direttore della
rivista "Studi e problemi di critica testuale" e organizzatore di seminari
e convegni. Insomma, Raffaele Spongano, il padre di più generazioni di studiosi
ha compiuto cento anni. Un traguardo importante che i suoi allievi più
cari hanno deciso di salutare con una pubblicazione edita da Bononia University
Press con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna. Il titolo
è sobrio: "Per i cento anni di un Maestro". E il contenuto lo
è ancora di più: niente saggi, niente approfondimenti critici, niente accademia.
"L'occasione particolarissima che si trattava di festeggiare - scrivono infatti
nell'introduzione Emilio Pasquini e Vittorio Roda, entrambi docenti dell'Università
di Bologna e discepoli di Spongano - ha suggerito una formula meno togata: una
manipolo di memorie e testimonianze redatte da quanti, fra i suoi colleghi, i
suoi amici e i suoi allievi, desiderassero ricordare il proprio rapporto con Spongano".
L'indice è allora un elenco di nomi: amici, colleghi, studenti. Ognuno
con la sua dedica. Il racconto di una stretta di mano. L'aneddoto di una lezione.
La tensione prima dell'incontro. L'estratto di un carteggio. I voti di una pagella.
Tante formule per descrivere un rapporto più umano che professionale, che nel
libro vive anche attraverso un album fotografico dove lo Spongano di ieri e di
oggi compare con i suoi familiari, coi suoi studenti e con i libri del suo studio.
Comunicato stampa del Comune di Bologna Bologna,
29/11/2004 UN MINUTO DI SILENZIO PER IL PROFESSOR RAFFAELE
SPONGANO: IL RICORDO IN CONSIGLIO COMUNALE. Il
Consiglio Comunale di Bologna ha osservato oggi un minuto di silenzio per Raffaele
Spongano, professore emerito dell'Università di Bologna, recentemente scomparso.
Per ricordare la figura del professor Spongano è intervenuta, a inizio seduta,
la consigliera comunale Camilla Giunti - la più giovane dei suoi allievi "nipoti".
La consigliera ha ricordato la brillante carriera del professor Spongano che lo
ha portato nei primi anni '50 all'Università di Bologna, dove ha insegnato Letteratura
Italiana, ed è proseguita con molti studi e iniziative che "hanno contribuito
all'arricchimento culturale della nostra città". E' stato Presidente dell'Accademia
delle Scienze e della Commissione per i testi di lingua, e ha fondato e diretto
la prestigiosa rivista "Studi e problemi di critica testuale". "
Generazioni di studenti - ha detto Camilla Giunti - lo ricordano come
un professore severo che pretendeva molto e dava molto ai suoi scolari, rispettandoli
sempre, mentre talvolta gli studenti sono stati poco rispettosi nei suoi confronti.
Dall'età della pensione in poi, Raffaele Spongano ha continuato a dedicarsi
allo studio, alla sua rivista e al dialogo con i giovani studiosi che andavano
a trovarlo nello studio di via Vallescura. Credo di interpretare il pensiero di
chi l'ha conosciuto, riassumendo la sostanza del suo insegnamento e del suo impegno
intellettuale con queste parole: libertà di pensiero, forza della critica e rigore
del metodo scientifico non disgiunto dal rigore morale". "Io
ringrazio il professore per il suo esempio - ha proseguito la consigliera
Giunti - per il suo senso di responsabilità e per il grande impegno nel lavoro
intellettuale, e lo ringrazio anche a nome della città per il dono ricevuto, perché
Raffaele Spongano ha donato la sua ricca biblioteca all'Archiginnasio. E ci auguriamo
che questa biblioteca, a catalogazione compiuta, possa trovare sede nella biblioteca
di Casa Carducci". Infine la consigliera ha ricordato il libro che
i suoi allievi gli hanno dedicato per il suo centesimo compleanno, festeggiato
recentemente, e che verrà presentato, con una cerimonia, il 17 dicembre prossimo,
nella sede della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.Testo integrale trasmesso via fax Consiglìera
GIUNTI - Grazie signor Presidente. Essendo la più giovane fra coloro che in gergo
accademico amano definirsi i suoi :nipoti ho sentito il bisogno dì
ricordare il professor Raffaele Spongano che è deceduto il 26 di novembre, nella
sua casa di via Vallescura, dove il 2 ottobre ha festeggiato insieme ai parenti,
agli allievi il suo centesimo compleanno.
Professore emerito dell'Università
di Bologna, dove ha insegnato letteratura italiana dai primi anni '50 fino all'età
della pensione, Raffaele Spongano era nato a Cellino San Marco nel 1904 ed è uno
dei tanti bolognesi d'adozione che hanno contribuito all'arricchimento culturale
"della nostra città. Oltre che docente di letteratura italiana, il professore
è stato Presidente dell'Accademia delle scienze e della Commissione per i testi
di lingua, e ha fondato e diretta la prestigiosa rivista "Studi e problemi
di critica testuale". Generazioni di studenti lo ricordano come un professore
severo che pretendeva molto e dava molto ai suoi scolari, rispettandoli sempre,
mentre talvolta gli studenti sono stati poco rispettosi nei suoi confronti. Dopo
l'età della pensione Raffaele Spongano ha continuato, finché il suo fisico gliel'ha
consentito, a dedicarsi allo studio, alla sua rivista e al dialogo con i giovani
studiosi che andavano a trovarlo nello studio di via Vallescura. Credo di interpretare
il pensiero dì chi l' ha conosciuto, riassumendo la sostanza del suo
insegnamento e del suo impegno intellettuale in queste parole: libertà
del pensiero, forza della critica, rigore del metodo scientifico, non disgiunto
dal rigore morale.
Io ringrazio il professore per il suo esempio, per
la responsabilità con cui ha dato il suo insegnamento e si è impegnato nel suo
lavoro intellettuale e lo ringrazio anche a nome della città perché Raffaele
Spongano ha donato la sua ricca biblioteca all'Archiginnasio. E dopo la catalogazione,
ci auguriamo che questa biblioteca possa trovare sede in casa Carducci. Inoltre
chi non l'ha conosciuto può trovare traccia del professor Spongano e del suo esempio
in un libro che gli allievi gli hanno dedicato per il centesimo compleanno e che
hanno donato a lui e che lui inevitabilmente dona a chi resta e che verrà presentato
il 17 di dicembre nella sede della fondazione del Monte. Grazie. Visto
che è stato professore emerito della nostra università e ha donato quel che gli
era più caro, quel che era la sua vita, cioè i suoi libri alla nostra città,
proporrei al Presidente del Consiglio Comunale dì chiedere un minuto di silenzio.
Seguono
due lettere autografe ed inedite del Prof. Raffaele Spongano a Luigi
Cesano :
IL MIO PRIMO INCONTRO CON IL PROFESSOR
RAFFAELE SPONGANO si concluse con queste sue parole:”Mai più,
a chiunque, capiti, quello che è successo a me”. Questa frase è
degna di essere commentata per i contenuti, cominciando dall’inizio. Agli
inizi del mese di ottobre del 1986, mi trovavo a Bologna per delle ricerche sulla
mia tesi di laurea.Avendo terminato le ricerche prima del previsto, decisi di
telefonare al professor Raffaele Spongano che tanto avevo sentito parlare nella
mia famiglia, ma che non avevo mai avuto modo di conoscere, senza trovarlo, ed
a degli amici di famiglia per salutarli, i quali furono contenti di sentirmi,
e mi invitarono anche a cena, dicendomi di andarli a trovare.Vista l’ora, decisi
di andarli a trovare per scambiare due di parole.Raggiunta la loro abitazione,
mi chiesero come stavano i miei genitori ed il prof. Marco Pecoraro e la sua famiglia
a Padova, in quanto loro parenti, ed io chiesi come stavano loro ed i loro figli
Clemente ed Anna Maria.Fatti i saluti di convenevolo, e parlando del più e del
meno, chiesi se per caso il Professore Raffaele Spongano era a Bologna o fuori
sede.Mi dissero che non lo sapevano, ma che potevo fare una telefonata.Telefonai
dalla loro abitazione, ma non lo trovai ancora.Ad un certo punto decisi di andare
via, e loro mi consigliarono di passare con il taxi dalla abitazione del professore.Anche
in questo caso non trovai nessuno, ma lasciai un biglietto di poche righe e di
cui non ricordo cosa effettivamente scrissi, comunque il contenuto era quello
che avevo il piacere di conoscerlo in una mia prossima venuta a Bologna.Di lì
a qualche giorno ricevetti la prima lettera del professore Raffaele Spongano (
datata 1.10.1986) in quanto era stato colpito dall' affetto che gli dimostravo
pur non conoscendolo, e mi chiedeva informazioni su di me e come mai mi trovassi
a Padova e se fossi un allievo del suo allievo Marco Pecoraro.Seguì una seconda
lettera da parte mia, in cui risposi a quelle domande e ad altre.Questa mia seconda
lettera lo aveva colpito in maniera particolare, e mi scrisse una sua seconda
lettera( datata 25.10.1986) con la quale mi diceva di voler conoscermi di persona,
poiché se non fosse per la sua non più giovane età, sarebbe lui venuto a Padova
a trovarmi.Dopo aver ricevuto questa seconda lettera, decisi di andarlo a trovare
il 31 ottobre 1986 nello studio di via Vallescura 12 a Bologna, in quanto nella
lettera mi scrisse il suo numero telefonico per contattarlo al più presto.Raggiunto
lo studio, sulla soglia della propria abitazione, ci abbracciammo senza esserci
mai conosciuti prima, ma era come se ci conoscessimo da sempre, e mi presentò
anche sua moglie.La sua conoscenza mi aveva dato un certo vigore, una tale forza
interiore, un qualcosa che non riesco a definire, che sembrava mi facesse sentire
in un’altra dimensione.Parlammo di tante cose, in particolare di Cellino S. Marco
il nostro paese, dei nostri compaesani e se qualcosa era cambiato a livello di
lavoro o c’era ancora un alto tasso di emigrazione, dei nostri parenti, alcuni
dei quali defunti, e parlando dei quali, si intravide anche una lontana parentela,
mi disse che conosceva una certa Marilena Gravili di Cellino e che spesso si vedeva
con la famiglia di Andrea Mazzotta padre di Clemente Mazzotta suo allievo e parenti
del prof. Pecoraro Marco; della mia vita universitaria e delle difficoltà che
allora stavo incontrando con quegli ultimi esami che non sembravano finire mai,
che alcune volte mi sentivo tentennare, andare avanti indietro per farmi controllare
gli elaborati prima della prova orale, aggirare gli ostacoli e superarli scavalcandoli
se necessario senza avere quelle soddisfazioni che volevo, e che forse era un
modo sbagliato di pormi nell’affrontare le difficoltà, e che dovevo essere più
coerente nell’affrontare le varie situazioni, e che molto probabilmente io sbagliavo
in molte cose, e che io additavo essere la causa del mio ritardo negli studi,
e che sentivo come un’angoscia interna. Egli, lasciandomi sfogare, più che parlare,
si avvicinò a me sorridendomi e dandomi due colpetti di benevolenza sulle spalle
che mi disse compiaciuto: “altri, questo modo di agire lo chiamano genialità”.Seguì
qualche mio secondo di silenzio, lo guardai negli occhi, ed egli riprese a parlare
dicendomi :“ è proprio saltando da una situazione ad un’altra che si superano
gli ostacoli, ed il vacillare durante il salto vuol dire che si è ancora in equilibrio
e che non si è ancora caduti, e che si è pronti per spiccare un altro salto, e
così fino alla fine del percorso che non è mai finito, neanche quando stai per
dire ho raggiunto il mio percorso, che quel punto di arrivo diventa così un nuovo
punto di partenza”. A quelle parole mi sentii rinascere, in un istante tutte le
tessere di quel mosaico incompiuto che avevo in testa sembravano automaticamente
collocarsi al loro posto. A quel punto mi parlò della sua vita, tutta la storia
della sua vita fino a quel momento, e delle difficoltà che aveva incontrato
nel corso degli studi, e che aveva rischiato di non laurearsi più.Ed è proprio
per queste difficoltà che lui aveva incontrato che mi disse “mai più, a chiunque,
capiti, quello che è successo a me”; ed è proprio in quell’ottica che volle a
tutti i costi essere il fautore ed il promotore, nonchè il padre fondatore della
nuova Università di Lecce, che dopo anni di lavoro, aiutato anche dai suoi allievi
più fedeli, riuscì nel 1955 a vedere realizzato il suo sogno, seppure durante
il cammino le difficoltà non furono poche.Egli avrebbe voluto che insieme alla
facoltà di Lettere fosse nata in contemporanea la facoltà di Agraria a Lecce,
e sperava che in un futuro non molto lontano, dicendo “a chi abbia orecchie da
intendere intenda”, avrebbero capito di far nascere questo corso di studi nel
Salento che avrebbe portato nuovi posti di lavoro e svecchiato alcuni tipi di
mentalità. Questa facoltà essendo presente nel territorio, avrebbe potuto essere
un valido punto di riferimento per i sapienti contadini ed imprenditori locali,
i quali avrebbero potuto avvalersi di quelle consulenze sia negli indirizzi relativi
ai nuovi impianti che nelle vendite dei prodotti. Inoltre voleva che venisse creato
un archivio senza che venisse nel tempo disperso tutto quel patrimonio agricolo-culturale-storico
del territorio Salentino, di tutti quei campi piccoli medi e grandi variamente
coltivati, che potevano considerarsi dei campi sperimentali a cielo aperto. Con
queste parole, ci congedammo dal nostro primo incontro, strappandomi con piacere
una promessa di sentirci spesso in futuro per telefono, che non mi avrebbe più
scritto, e che le lettere a me scritte erano le uniche ed ultime due che scriveva,
in quanto erano anni che non scriveva più a nessuno.Di incontri e telefonate
ce ne furono altri, e tutte le volte che sentivo la necessità di telefonargli
per un parere, lo trovavo sempre disponibile e contento della telefonata ricevuta,
e ritrovando sempre quei pareri, che altro non erano che degli insegnamenti. Un
particolare ringraziamento viene rivolto al dott. Spongano Aquilino e famiglia,
nipote del prof. Raffaele Spongano, per la fotografia dello zio, ed al Prof.
Clemente Mazzotta, Docente di Filologia Italiana presso l’Università degli
Studi di Bologna per aver contribuito nella ricerca biografica e nella ricerca
del testo integrale.
Prof. Marco Pecoraro (Cellino
S. Marco, 9 settembre 1920- Padova, 27 marzo 1993)- Stimatissimo professore di
Letteratura Italiana presso l’Università di Padova ed allievo del prof. Raffaele
Spongano.
| Opere:BIBLIOGRAFIA DEGLI
SCRITTI DI MARCO PECORARO (1951-1990)* Bibliografia curata da Bianca
Maria da Rif in occasione della pubblicazione dei due volumi che compongono la
Miscellanea di studi in onore di Marco Pecoraro (I, Da Dante al Manzoni;
II, Dal Tommaseo ai contemporanei), a cura di B.M. Da Rif e C. Griggio,
Firenze, Olschki, 1991.* La bibliografia è divisa per anni, numerata progressivamente
e disposta secondo quest'ordine:
— volumi (saggi, edizioni e commenti,
atti di convegni e pubblicazioni curati da M. Pecoraro); — articoli apparsi
in periodici e miscellanee (elencati seguendo l'ordine alfabetico del titolo); —
rassegne; — recensioni (in ordine alfabetico dell'autore recensito); — note,
segnalazioni; — voci curate per dizionari o enciclopedie.
1951 1.
Per la retta interpretazione dì un verso dantesco «Che il sol vagheggia or da
coppa or da ciglio» (Par., VIII, 12), . «Convivium», r.n., 3, pp. 354-373.
Cfr., con modifiche, 1970, 1.
1952 1. Lettere inedite di
Nicolò Tommaseo a Giacomo Poletto, «Convivium»., r.n., 3, pp. 321-376.2. Les
Lettres du Poète italien Berchet à la Marquise Arconati, «Le Flambeau. Revue
Belge dcs questions politiques et litteraires», XL, 2, pp. 168-180.
1953 1. L’antiannessionismo del Tommaseo nella questione dalmatica del
'61 (con lettere inedite), «Studi Urbinati», XXVII, n.s., B, 2, pp. 142-219.
Cfr., con modifiche, 1970, 1.Un testamento inedito del Tommaseo e due note
al suo «Carteggio» col Capponi (III, pp. 57 n. 2, e 58 n. 2), in Dai Dettatori
al Novecento. Studi in ricordo di Carlo Calcaterra, Torino, S.E.I., pp. 263-274.
1954 1.
Il testamento letterario del Tommaseo (Inedito), «Giornale Storico della
Letteratura Italiana», CXXXI, 393, pp. 33-69. Cfr, con qualche modifica, 1970,
1. 2. im «Preghiera di Margherita»
nel «Faust» in una traduzione inedita dello Scalvini, «Lettere Italiane»,
VI, 2, pp, 182-187. Cfr., con modifiche, 1970, 1.
1955 1. Un
articolo del Tommaseo su «Tra», «Studi di Filologia Italiana», XIII, pp. 375-393.
Cfr., con modifiche, 1970, 1. 2. Rassegna Tommaseiana, «Lettere Italiane»,
VII, 3, pp. 342-353.. 3. Rec. a N. TOMMASEO, Lettere inedite a E. De Tipaldo
(1834-1835), a cura di R. Ciampini, Brescia, Morcelliana, 1953: «Giornale
Storico della Letteratura Italiana», CXXXII, 399, pp. 472-480. 4. Giordano
da Pisa e altri testi religiosi nel cod. 1381 della Biblioteca Universitaria
di Padova, «Lettere Italiane», VII, 2, pp. 209-210.
1957 1.
Anomalie grafiche e fonetiche in un’epistola senese del primo T'recento, .
«Studi di Filologia Italiana», XV, pp. 439-452. . Cfr. 1970, 1. 2. Contributo
alla biografìa del Fusinato e alla datazione della sua lirica «Un addio» (Un'epistola
del padre e altri documenti), «Bollettino del Museo Civico di Padova», XLVI,
pp. 1-48. Cfr., con rielaborazioni, 1970, 1. 3. I «Ricordi» di Giovanni
di Pagalo Morelli, «Rinascimento», VIII, 1, pp. 143-149. Cfr., con modifiche, 1970, 1. 4. Rec. a G. BERCHET, Lettere alla
marchesa Costanza A.rconatì, a cura di R. Van Nuffel, con il contributo della
Fondation Universitaire de Bclgique (Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano,
Biblioteca Scientifica, Serie II: Fonti, voi. XXXVIII), voi. I (febbr. 1822-luglio
1833), Roma, Vittoriano, 1956: «Lettere Italiane», IX, 3, pp. 307-318. 5.
Rec. a A. MANZONi-G. CAPPONI, Saggio di Vocabolario italiano secondo l'uso
di Firenze compilato in collaborazione a Varramista nel 1856. Saggio introduttivo,
resto critico e note di G. Macchia, Firenze, Le Monnier, 1957: «Lettere Italiane»,
IX, 4, pp. 414-419. 6. Galiani, Berardo, in Enciclopedia Filosofica,
Venezia-Roma, Istituto per la Collaborazione Culturale, II, p. 565. Cfr. 1968,
4. 7. Gravina, Gian Vincenzo, in Endciclopedia Filosofica, cit.,
II, pp. 893-894. Cfr. 1968, 5. 8. Minturno. Antonio, in Enciclopedia
Filosofica, cit., III, pp. 612-613. Cfr. 1969,3. 9. Pallavicino, Sforza
(Pietro), in Enciclopedia Filosofica, cit., III, p. 1121. Cfr. 1969,
4. 10. Petrarchismo, in Enciclopedia Filosofica, cit., III, pp.
1346-1347. Cfr. 1969, 5. 11. Serra, Renato, in Enciclopedia Filosofica,
cit., IV, pp. 570-571. Cfr. 1969, 6. 12. Tesauro, Emanuele, in
Enciclopedia Filosofia, cit., IV, p. 1174. Cfr. 1969, 7. 13. Varchi,
Benedetto, in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, p. 1520-1521. Cfr.
1969,8. 14. Venanzio, Girolamo, in Enciclopedia Filosofia, cit.,
IV, p. 1537. Cfr. 1969,9. 15. Vettori, Piero, in Enciclopedia Filosofica,
cit., IV, p. 1570. Cfr. 1969, 10.
1959 1. Per la storia
dei Carmi del Bembo. Una redazione non vulgata, (Civiltà veneziana, Saggi,
6), Venezia-Roma, Istituto per la Collaborazione Culturale, pp. 224.. 2.
Rec. a V. BRANCA, Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio (I:
Un primo elenco dei codici e tre studi}, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura,
1958: «La Bibliofilia», LXI, 3, pp. 270-274.
1960 1. Rec. a O.
HIETSCH, Die Petrarcaubersetzungen Sir Thomas Wyatts. Eine sprachvergleichende
Studie, Wien-Stuttgart, Braumùller, 1960: «Lettere Italiane», XII, 4, pp.
487-492.
1961. . 1. Un nuovo
contributo sulla prima esperienza petrarchesca in Inghilterra, «Italica»,
XXXVIII, 2, pp. 91-98. Cfr., con molte modificazioni, 1970, 1. 2. Rec. a R.
RIDOLFI, Vita di Francesco Guicciardini, Roma, Belardetti, 1959: «Lettere
Italiane», XIII, 1, pp. 112-123. Cfr., con rifacimenti, 1970, 1.. 1962 1.
Spigolature letterarie in un epistolario dell'epoca romantica, in Miscellanea
di studi offerta a Armando Balanino e Bianca Bianchi per le loro nozze (Vicenza,
30 giugno 1962), Padova, Seminario dì Filologia Moderna dell'Università, pp.
91-97. 2. Rec. a G. SCALWINES, II Fuorustito (Testo critico dell'autografo),
a cura di R.O.J. Van Nuffel, Bologna, Commissione per i Testi di lingua, 1961:
«Lettere Italiane», XIV, 2, pp. 232-234..
1963 1. Alcune
lettere di Giovita Scalvini totalmente o parzialmente inedite, «Lettere Italiane»,
XV, 1, pp. 61-84. 2. Rassegna Bembiana, «Lettere Italiane», XV, 4,
pp. 446-484. Cfr., con molte modifiche, 1970, 1.
1964. 1. N.
TOMMASEO, Memorie poetiche. Edizione del 1838 con appendice di Poesie e
redazione del 1858 intitolata «Educazione dell'ingegno», a cura di M. Pecoraro,
Bari, Laterza, pp. 664.
1966 1. Il canto XXI del Paradiso.
(Gennaio 1965), Firenze, Le Monnìer, pp. 60. Cfr. 1968, 2 e 1971, 1. Cfr.
con rifacimenti 1970, 1. 2. Le imitazioni dantesche nel «Vago Filogeo»
dì Sabello Michiel, in Dante e la cultura veneta. Atti del Convegno
di Studi (Venezia, Padova, Verona, 30 marzo-5 aprile I966), a cura di V. Branca
e G. Padoan, Firenze, Olschki, pp. 465-478. Cfr. 1970, 1.. 3. Rec. a A Concordance to the Divine Comedy of Dante
Alighieri, Edited for the Dante Society of America by E.H. Wilkins and Th.G.
Bergin, Associate Editor A.J. DeVito, Cambridge, Massachusetts, The Belknap Press
of Harvard University Press, 1965; e a D. ALIGHIERI, La Divina Commedia. .
Testo, concordanze, lessici, rimario, indici, IBM Italia, 1965 (con «Prefazione»
di C. Tagliavini e «Nota tecnica» di G. Caldara): «Lettere Italiane», XVIII,
3, pp. 319-324. 4. Bembo, Bernardo, in Dizionario biografico degli
Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, VIII, pp. 108-109.
1968 1. Scritti filologici del Cinquecento (Machiavelli, Bembo, Amaseo,
Celli, Varchi), Padova, RADAR, pp. 160. 2. // canto XXI del Paradiso.
(Gennaio 1965), in Lectura Dantis Scaligera, diretta da M. Marcazzan
e S, Pasquazi, Paradiso Firenze, Le Monnier, pp. 733-786. Cfr. 1966,
1 e 1971, 1. 3. Rec. a G. PASCOLI, Pomponia Graecina. Introduzione,
traduzione e note esegetiche a cura di A. Traina, Bologna, Patron, 1967: «Lettere
Italiane», XX, 3, pp. 425-427. 4. Galiani, Berardo, in Enciclopedia
Filosofica. Seconda edizione interamente rielaborata, Firenze, Sansoni, II,
p. 1563. Cfr. 1957,6. 5. Gravina, Gian Vincenzo, in Enciclopedia
Filosofila., cit., Ili, pp. 355-. 357. Cfr. 1957, 7.
1969 1. Giacomo Manzoni e il Tommaseo, in Studi
in onore di Mario Puppo, Padova, Llviana Editrice, pp. 49-71. 2. Presenza
del Boccaccio nel «Vago Filogeo» del Michiel, «Scudi sul Boccaccio», V, pp.
227-250. Cfr. 1970, 1. 3. Minturno, Antonio, in Enciclopedia Filosofica,
cit., IV, pp. 655-656. Cfr. 1957,8. 4. Pallavicino, Sforza (Pietro),
in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, pp. 1294-1295. Cfr. 1957,9.
5. Petrarchismo, in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, pp. 1557-1558.
Cfr. 1957, 10. 6. Serra, Renato, in Enciclopedia Filosofica, cit.,
V, p. 1294. Cfr. 1957, 11. 7. Tesauro, Emanuele, in Enciclopedia
Filosofica, cit., VI, pp. 442-443. Cfr. 1957, 12. 8. Varchi, Benedetto,
in Enciclopedia Filosofica, cit., VI, pp. 842-843. Cfr. 1957, 13. 9.
Venanzio, Girolamo, in Enciclopedia Filosofica, cit., VI, p. 864.
Cfr. 1957, 14. 10. Vettori, Piero, in Enciclopedia Filosofica, cit.,
VI, pp. 900-901. Cfr. 1957, 15..
1970 1. Saggi vari da Dante al Tommaseo,
Bologna, Patron, pp. VI-514. Rielabora, per diversi capitoli, con molte modifiche,
integrazioni e aggiornamenti, alcuni saggi editi in precedenza.. [I. Astronomia,
mito e semantica nell'esegesi di un verso dantesco (cfr. 1951, 1); II. Il
cielo dei contemplanti e lo «scaleo» d'oro; III. San Pier Damiani e
Dante (cfr. 1966, 1); IV. Il mistero della provvidenza nel cielo di Saturno;
V. Anomalie grafiche e fonetiche in un'epistola senese del Trecento (cfr.
1957, 1); VI. La prima esperienza petrarchesca in Inghilterra (cfr. 1961,
1); VII. Echi delle «Tre corone». nel «Vago Filogeo» del Michiel (cfr.
1966, 2 e 1969, 2); Vili. «Ricordi» di Giovanni di Pagolo Morellii (cfr.
1957, 3); IX. Aspetti critici e filologici del Bembo volgare (cfr. 1959,
1 e 1963, 2); X. Il Guicciardini del Ridolfi (cfr. 1961, 2); XI. Una
versione poetica dello Scalvini di un passo del «Faust» (cfr. 1954, 2);. .
XII. Note sui «Tre ritratti» e «Un addio» del Fusinato (cfr. 1957, 2);
XIII. I segreti dell' arte letteraria nel «'Numero» tommaseiano; XIV. Il
testamento letterario del Tommaseo (cfr. 1954, 1); XV. Il Tommaseo e
la questione dalmatica del 1861 (cfr. 1953, 1); XVI. Un articolo filologico
del Tommaseo non vulgato nel suo «Dizionario» (cfr. 1955, 1)] 2. Di
donne io vidi una gentile schiera (Rime, LXIX), in Enciclopedia Dantesca,
Roma, Istituto della Enciclopedìa Italiana, II, p. 431. 3. Muzio, Girolamo,
. detto Giustinopolitano, in Grande Dizionario Enciclopedico, Torino,
U.T.E.T., III edizione, XIII, pp. 66-67. Cfr. 1989,3.
1971. 11.
Il canto XXI del Paradiso. (Gennaio 1965), In Lectura Dantis Scaligera,
diretta da M. Marcazzan e S. Pasquazi, Paradiso, Firenze, Le Monnier,
I ristampa, pp. 733-786. Ristampa di 1968, 2; cfr. 1966, 1.. 2. Rec. a N. TOMMASEO,
Del Presente e dell'Avvenire. Inedito, a cura di T. Lodi, Firenze, Sansoni,
1968, tomo I, («Edizione Nazionale delle Opere di N. Tommaseo», vol. IV): «Lettere
Italiane», XXIII, 3, pp. 438- 447.
1973 1. Dizionario critico
della letteratura italiana, diretto da V. Branca. Redattori A. Balduino,
M. Pastore Stocchi, M. Pecoraro, Torino, U.T.E.T., voll. 3,pp. xv-728;817;764.
. Cfr. 1986, 1 e 1989, 1. 2.Gravina, Gian Vincendo, in Dizionario
critico, cit., II, pp. 279-284. Cfr. 1986, 3, con revisioni e aggiornamenti,
come le voci che seguono, e 1989, 1. 3. Minturno, Antonio, in Dizionario
critico, cit., II, pp. 611-614. Cfr. 1986,4. 4. Riccoboni, Antonio,
in Dizionario critico, cit,, III, pp. 187-189. Cfr. 1986,5. 5. Scalcini,
Giovita, in Dizionario critico, cit., IlI, pp. 331-337. Cfr. 1986,
6.Tomitano, Bernardino, in Dizionario critico, cit., IlI, pp, 507-512.
Cfr. 1986, 7. 7. Vettori, Piero, in Dizionario critico, cit., IlI, pp.
614-616. Cfr. 1986, 8. 8. Ne le man vostre, gentil donna mia (Rime, LXVI),
in Enciclopedia Dantesca, cit., IV, p. 33. 9. Non mi poriamo già
mai fare ammenda (Rime, LI), in Enciclopedia Dantesca, cit., IV, pp.
71-72. 10. Vettori, Francesco, in Grande Dizionario Enciclopedico,,
cit., XIX, pp. 420-421. 11. Vettori, Piero, in Grande Dizionario
Enciclopedico, cit., XIX, p. 421.
1975 1. Rec. a M. D'ELIA,
Su un costrutto sintattico della «Sententia Minuciorum», Bari, Adriatica
Editrice, 1973: «Paideia», XXX, 3-4, pp. 242-244. 1976 1. Il Tommaseo
e la sua amicizia col Manzoni, in Manzoni, Venezia e il Veneto. Atti
della Tavola Rotonda (Venezia, 10 novembre 1973), a cura di V. Branca, E. Caccia,
C. Galimberti, Firenze, Olschki, («Civiltà veneziana», Saggi, 20), pp. 217-250..
2. Sonar bracchetti, e cacciatori aizzare (Rime, LXI), in Enciclopedia
Dantesca, cit., V, pp. 315-316.. 3. Un dì si venne a me Malinconia (Rime,
LXXII), in Enciclopedia Dantesca, cit.,V,p. 822..
. 1977. . 1. La formazione letteraria del Tommaseo a Padova, in
Niccolo Tommaseo nel centenario della morte. Atti del Convegno di Studi
(Venezia, 30 maggio-1 giugno 1974), a cura di V. Branca e G. Petrocchi, Firenze,
Olschki, («Civiltà veneziana», Saggi, 22), pp. 307-330
1979 1.
Giudaismo e cristianesimo nel penultimo canto del «Paradiso», in Medioevo e
Rinascimento Veneto con altri studi in onore di Lino Lazzarini. I, Dal
Duecento al Quattrocento, Padova, Antenore, («Medioevo e Umanesimo», 34),
pp. 105-127
1980 1. lettere dall'esilio e frammenti Inediti
dello Scalvini nelle carte della polizia austriaca, in Studi in onore di
Raffaele Spongano, Bologna, Boni, pp. 333-365
1981 1. Un’ignorata
locuzione dell'inizio dell'Ottocento: la «catena della lupa», «Lettere Italiane»,
XXXIII, 4, pp. 563-569
1982 1. Il Rinascimento. Aspetti e
problemi attuati. Atti del X Congresso dell'A.I.S.L.L.I. (Belgrado, 17-21
aprile 1979), a cura di V. Branca, C. Griggio, M. e E. Pecoraro, G. Pizzamiglio,
E. Sequi, Firenze, Olschki, (Biblioteca dell’«Archivum Romanicum», 167), pp. 702
1983 1.
La biografia dello Scalvini scritta da Filippo Ugoni e il suo testamento inedito
del 1840-'41, in Miscellanea di studi in onore di Vittore Branca. IV,
II, Tra Illuminismo e Romanticismo, Firenze, Olschki, (Biblioteca dell’«.
Archivum Romanicum», 181), pp. 817-841.
1986 1. Dizionario
critico della letteratura italiana, diretto da V. Branca con la collaborazione
di A, Balduino, M. Pastore Stocchi, M. Pecoraro, Torino, U.T.E.T., II edizione,
voll. 4, pp. XXXIII-625; 643; 641; 611. Cfr. 1973. 1 e 1989, 1. 2. Canto
XXXII dell'Inferno. (19 gennaio 1983), in Lectura Dantis Neapolitana, diretta
da P. Giannantonio, Inferno, Napoli, Loffredo, pp. 589-615. 3. Gravina,
Gian Vincenzo, in Dizionario critico, cit., II, pp. 449-453. Cfr, 1973,
2. Tutte le voci che seguono sono riviste ed aggiornate. 4. Minturno, Antonio,
in Dizionario critico, cit., III, pp. 180-182. Cfr. 1973,3. 5. Riccoboni,
Antonio, in Dizionario critico., cit., III, pp. 607-609, Cfr. 1973,4. 6.
Scalvini, Giovita, in Dizionario critico, cit., IV, pp. 118-123.
Cfr. 1973,5. 7. Tomitano, Bernardino, in Dizionario critico, cit.,
IV, pp. 313-318. Cfr. 1973,6. 8. Vettori, Piero, in Dizionario critico,
cit., IV, pp. 419-422. Cfr. 1973,7.
1987 1. Studi in
onore di Vittorio Zaccaria in occasiona del settantesimo compleanno, a cura
di M, Pecoraro, Milano, Unicopli, (Università degli studi di Padova. Quaderni
dell'Istituto di Filologìa e Letteratura Italiana, 5), pp. 455.. 2. Contributi
biografici ed accenni letterari in due testamenti inediti di Girolamo da Bologna,
in Studi in onore di Vittorio Zaccana, cit., pp. 169-188. 3. Giambattista
Brocchi dantista, in L’ opera scientìfica di Giambattista Brocchi (1772-1826).
Atti del Convegno (Bassano del Grappa, 9-10 novembre 1985), Vicenza, Banca
Popolare, pp. 81-98.
1989 1. Dizionario critico della letteratura
italiana, diretto da V. Branca, con la collaborazione di A. Balduino, M. Pastore
Stocchi, M. Pecoraro, Torino, U.T.E.T., II edizione, ristampa, voll. 4, pp. XXIII-625;
643; 641; 618. Cfr. !973, 1 e 1986, 1.. 2. Pietro Custodi tra Rivoluzione
e Restaurazione. Presentazione degli Atti dei Primo Convegno Nazionale
(Milano, Lecco, Galbiate (Monte Barro) 2-3 ottobre 1987), a cura di D. Rota,
Lecco, Cattaneo Editore, pp. 9-15. 3. Muzio, Girolarno, detto Giustinopolitano,
in Grande Dizionario Enciclopedico, Torino, U.T.E.T., IV edizione,
XIV, p. 205. Cfr. 1970,3.
1990 1. Giuseppe Gennari e la cultura
palatina settecentesca. Contributo alla storia della critica dantesca veneta del
‘700, «Lettere Italiane», XLII, 2, pp. 208-237.
1993 1.
L’ elogio della lingua latina e dell' eloquenza dell' Amaseo e la difesa della
retorica volgare dello Speroni, in Miscellanea di studi in onore di Gianfranco
Folena, Padova, Editoriale Programma, pp. 1045-1063.. . Sei lettere inedite
di Luca Gaurico ai Gonzaga di Mantova. Divinazioni astrologiche e testimoniante
autobiografiche, . in preparazione.. OPERE PREDISPOSTE PER LA PUBBICAZIONE
O PROGETTATE. . 1. N. TOMMASEO, Dizionario estetico, («Edizione Nazionale
delle Opere di N. Tommaseo»), voli. 3.[Il testo è stato già consegnato al Comitato
Nazionale ed approvato per la stampa sin dal 1974, ma per varie ragioni di carattere
editoriale e per la morte di alcuni membri di esso, fra cui Raffaele Ciampini,
Gaetano Mariani, Mario Puppo e Giorgio Petrocchi, Presidente, non ha visto ancora
la luce (cfr., a riguardo, G. PETROCCHI, L' Edizione Nazionale del Tommaseo,
in Niccolo Tommaeo nel centenario della morte, cit, pp. 57-61)].
2.
P. bembo, Rime. Redazione ordinata e corretta
dall'autore qualche anno prima della morte.. . [Il volume, con relativo
commento e con particolari accenni alle diverse redazioni dei singoli componimenti,
riproduce il codice autografo della Biblioteca Nazionale di Vienna, già scoperto
dal Pecoraro e reso noto nel 1959 (cfr. 1959, 1: pp. 39-47) e successivamente
studiato nel capitolo IX (Aspetti critici e filologici del Bembo volgare)
dei suoi Saggi vari da Dante al Tommaseo (cfr. 1970, 1)].
3.
G. SCALWINES, Frammenti inediti delle «Memorie amorose» e «Pensieri filosofici»..
. [Sono tratti dalle raccolte frammentate disposte dal Tommaseo per la stampa
in quattro gruppi, sul materiale contenente «informi abbozzi di lavori» non compiuti
che l'autore gli aveva lasciato, per testamento, prima della morte, con piena
facoltà di pubblicare quelli che, corretti, gli fossero sembrati degni di nota,
o di bruciarli (cfr. 1983, 1 e 1986, 6: IV, p.121)].. . 4. S. MICHIEL,
El vago Filogeo. Poemetto amoroso, in prosa e in versi, della seconda metà
del Trecento. [Di quest'operetta volgare, di tipo toscaneggiante, composta
a Venezia nel secolo XIV, e anteriore alla Leandreide, già sono stati messi
in evidenza dal Pecoraro i calchi danteschi, petrarcheschi e boccacciani nel
capitolo VII (Echi delle ’Tre corone’ nel «Vago Filogeo» del Michiel) dei
suoi Saggi vari da Dante al Tommaseo (cfr. 1970, 1)].
Prof.
Clemente Mazzotta - Docente di Filologia Italiana presso l’Università
degli Studi di Bologna ed allievo del Prof. Raffaele Spongano (contemporaneo).ruolo: professore ordinario
insegnamento: Filologia italiana facoltà e corso di laurea:
Lettere e Filosofia, tutti i Corsi di laurea, salvo Scienze della comunicazione
e Conservazione dei Beni culturali aree di interesse: ecdotica; filologia
d'autore; poesia toscana del primo Quattrocento; letteratura scientifica dal Cinque
al Settecento; Luigi Ferdinando Marsili; Giuseppe Parini; Vittorio Alfieri; Giosue
Carducci; Giovanni Pascoli cariche, titoli, onorificenze: .
socio residente e segretario (già tesoriere) della «Commissione per i Testi di
Lingua» in Bologna; . membro del comitato scientifico per l'«Edizione Nazionale
delle Opere di Giosue Carducci»; . membro, segretario e tesoriere, del comitato
scientifico per l'«Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Pascoli»; .
accademico effettivo dell'Accademia pascoliana di San Mauro; . già membro
della commissione giudicatrice del premio «Giovanni Pascoli» di San Mauro Pascoli;
dal 1998 presidente della stessa; . responsabile della sezione «Strumenti
e testimonianze per l'Edizione nazionale» della collana «Quaderni di San Mauro»
della Nuova Italia di Firenze. pubblicazioni: A. Monografie, edizioni . Edizione critica e cura di: Niccolò Tinucci,
Rime, Bologna, Commissione per i Testi di Lingua, 1974, pp. LXXX-82. .
Raimondi fra poeti e pittori (mostra di carteggi), catalogo ordinato da
C. Mazzotta, Bologna, Alfa, 1977, pp. 168. . Cura di: Vittorio Alfieri, Scritti
politici e morali, vol. III (Esquisse du Jugement Universel, Satire,
Misogallo), Asti, Casa d'Alfieri, 1984, pp. CLI-522. . Presentazione,
trascrizione critica e commento a: Luigi Ferdinando Marsili, Bevanda asiatica,
Bologna, Gamma, 1986, pp. 42, con riproduzione anastatica dell'edizione d'autore
datata al 1685. . Cura di: Giovanni Pascoli - Leopoldo Tosi, Lettere
(1895-1912), Bologna, CLUEB, 1989, pp. 150. . Edizione critica e cura
di: Vittorio Alfieri, Panegirico di Plinio a Trajano, Parigi sbastigliato,
Le Mosche e l'Api, Bologna, CLUEB, 1990, pp. 174. . Catalogo
delle carte di Ida Pascoli, Bologna, Tamari, 1990, pp. 64. . Cura di:
"La nota filologica e la trascrizione critica", in Medicina per le
donne nel Cinquecento. Testi di Giovanni Marinello e di Girolamo Mercurio,
a cura di M.L. Altieri Biagi, C. Mazzotta [et al.], - Strenna UTET 1992 -, Torino,
UTET, 1992, pp. 126. . Cura di: Concordanza dei "Poemi Conviviali"
di Giovanni Pascoli, Firenze, La Nuova Italia, 1997, pp. XIV-476. .
Luigi Ferdinando Marsili, Bevanda asiatica (trattatello sul caffè), Roma,
Salerno, 1998, pp. 84. . Cura di: Concordanza dei "Carmina"
di Giovanni Pascoli, Firenze, La Nuova Italia, 1999, pp. XVI-898. .
Cura di: Lanfranco Caretti, Studi sulle lettere alfieriane, con Angelo
Fabrizi, Modena, Mucchi, 1999. . Cura di: Jolanda: le idee e l'opera,
Atti del convegno di studi - Cento, 28 e 29 novembre 1997, Bologna, Editografica,
1999. B. Saggi . Il polimetro tardo-trecentesco "Il
Giuoco d'Amore" di Giovanni Gherardi da Prato, in «Studi e problemi di critica testuale», 9, ott.
1974, pp. 29-67. . Per un'edizione delle rime di Giovan Matteo
d'Antonio Megli, in «Studi e problemi di critica testuale», 12, apr. 1976,
pp. 50-66. . Fra gli autografi alfieriani di Montpellier: la copia "A"
del "Misogallo", «Studi e problemi di critica testuale», 17, ott.
1978, pp. 25-40. . Un antico regesto dei codici alfieriani, in «Studi
e problemi di critica testuale», 19, apr. 1980, pp. 85-95. . Per l'edizione
critica del "Misogallo". Le stampe fondamentali, in Studi in
onore di Raffaele Spongano, Bologna, Boni, 1980, pp. 285-304. . Nota
sul testo delle "Satire" alfieriane, in «Studi e problemi di critica
testuale», 21, apr. 1980, pp. 59-74. . L'Europa imbestiata: il "Rame"
misogallico, in «Studi e problemi di critica testuale», 29, ott. 1984, pp.
13-29. . L'Europa imbestiata. Il "Rame" misogallico, in Vittorio
Alfieri e la cultura piemontese fra illuminismo e rivoluzione, Torino, Bona,
1985, pp. 503-514 (redazione aggiornata del numero precedente). . Tessere
poetiche pascoliane tra le carte della sorella Ida, in Testi ed esegesi
pascoliana, Bologna, CLUEB, 1988, pp. 95-113. . Un inedito volgarizzamento
d'autore dell'alcaica al monte Titano, in «Rivista Pascoliana», 1, 1989, pp.
175-182. . Per il "Panegirico di Plinio a Trajano" dell'Alfieri,
in Studi politici in onore di Luigi Firpo, Milano, Angeli, 1990, vol. II,
pp. 757-771. . Vittorio Alfieri e la passione controrivoluzionaria,
in «Rivista italiana di studi napoleonici», XXIX, 1992, pp. 231-255. . Il
primo getto della "Prefazione" all'"Abele" di Vittorio Alfieri
(in collaborazione con Monica Gaggi), in «Studi e problemi di critica testuale»,
50, apr. 1995, pp. 41-52. . Appunti a margine di un fondo pascoliano,
in "Per sovrana risoluzione", studi in ricordo di Amelio Tagliaferri,
Gorizia, Edizioni della Laguna, 1998, pp. 359-364. . Restauri pascoliani
tra edizioni e concordanze, in «Rivista Pascoliana», 10, 1998, pp. 181-195.
. L'originale del Rogito Giletti tra archivistica e filologia, in «Anecdota»,
IX, giugno 1999, n. 1, pp. 53-69. . Recensione a: Le rime dei due Buonaccorsi
da Montemagno, introduzione testi e commento di R. Spongano, Bologna, Patron,
1970, in «Giornale storico della letteratura italiana», CXLVIII, 1971, pp. 422-426.
. Recensione a: Felice Battaglia, Parva desanctisiana, Bologna, Patron,
1970, in «Studi e problemi di critica testuale», 3, ott. 1971, pp. 310-311. .
Recensione a: Il Novellino, testo critico, introduzione e note a c. di
G. Favati, Genova, Bozzi, 1970, in «Studi e problemi di critica testuale», 6,
apr. 1973, pp. 234-243. . Recensione a: Liriche edite e inedite di Biagio
Buonaccorsi, a c. di D. Fachard, in «Studi di filologia italiana», XXXI, 1973;
«Studi e problemi di critica testuale», 8, apr. 1974, pp. 245-247. . Recensione
a: Le rime di Onesto da Bologna, ed. critica a c. di S. Orlando, Firenze,
Sansoni, 1974, in «Studi e problemi di critica testuale», 10, apr. 1975, pp. 220-222.
. Recensione a: Antonio Lanza, Polemiche e berte letterarie nella Firenze
del primo Quattrocento, Roma, Bulzoni, 1972, in «Studi e problemi di critica
testuale», 10, apr. 1975, pp. 222-237. . Recensione a: Ser Giovanni, Il
Pecorone, a c. di E. Esposito, Ravenna, Longo, 1974, in «Studi e problemi
di critica testuale», 10, apr. 1975, pp. 237-242. . Recensione a: Giovanni
Boccaccio, Decameron, ed. critica a c. di V. Branca, Firenze, Crusca, 1976,
in «La Bibliofilia», LXXIX, 1977, pp. 69-74. . Recensione a: Enzo Esposito,
Boccacciana. Bibliografia delle edizioni e degli scritti critici (1939-1974),
Ravenna, Longo, 1976, in «Studi e problemi di critica testuale», 15, ott. 1977,
pp. 273-275. . Recensione a: Vittorio Alfieri, Epistolario, a c.
di L. Caretti, vol. III, Asti, Casa d'Alfieri, 1989, in «Studi e problemi di critica
testuale», 43, ott. 1991, pp. 204-218. . Recensione a: Gaetano Polidori,
Opere scelte, a cura di Edoardo Giovanni Carlotti con un saggio di Roberto
Tessari, Pisa, Giardini, 1991, in «Studi e problemi di critica testuale», 50,
apr. 1995, pp. 215-221. . Recensione a: Maria Gioia Tavoni, Il banco
del libraio e lo scaffale del giurista, Carlo Trenti nella Bologna di fine Settecento,
Bologna, Pàtron, 1993, in «Studi e problemi di critica testuale», 50, apr. 1995,
pp. 251-253. Prof. Franco
Fanciullo - Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università
degli Studi di Torino (contemporaneo). Don Vito Bolognini- Parroco.
Don
Carmelo Briganti- Parroco e poetaNoto antifascista che per le sue idee liberali
fu esiliato a Lecce durante il ventennio e gli fu fatto divieto di metter piede
in Cellino S. Marco (BR) anche per far visita ai parenti.Le sue opere furono allora
bruciate pubblicamente, e nulla si salvò dei suoi scritti.Nel 1984, Il professor
Mario D’Elia dell’Università di Lecce, cercò di mettersi in contatto con i suoi
parenti sia su Cellino che su Bari per vedere se qualche manoscritto fosse sfuggito
al rogo. I suoi sforzi furono inutili poiché quei parenti dissero di non avere
nessun tipo di documento.
Oronzo Ginosa- Medaglia d’argento
al Valor Militare nella guerra del 1915-1918.
 Marchese De Viti-De Marco
prof. Antonio ( Lecce 30.9.1858- Roma 1.12.1943).Economista e uomo politico.
Professore universitario di Economia Politica e Scienza delle Finanze (disciplina
da lui introdotta in Italia) e politico di orientamento antiprotezionista, ha
analizzato le scelte finanziarie come funzione delle scelte economiche che esse
presuppongono come realtà di base; sostenne una politica liberista per lo sviluppo
dell’agricoltura meridionale e fu uno dei maggiori esponenti del meridionalismo.
Deputato radicale (1900-1921) antifascista, lasciò la cattedra romana per non
prestare giuramento al fascismo. Nato a Lecce il 30 settembre 1858. La famiglia,
era composta anche da tre sorelle ed un fratello, e viveva a Lecce, non distante
dalla chiesa di S. Croce, salvo poi trasferirsi nelle proprie tenute in campagna
nei mesi estivi, preferendo quella di Cellino S. Marco.Nel 1868, a dieci anni,
entrò nel collegio ”Giuseppe Palmieri” di Lecce, dove nel 1876 conseguì la licenza
liceale.Nello stesso anno si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza di Roma,
laureandosi nel 1881.Ottenne la cattedra di Economia Politica a Napoli, e successivamente
passò a Camerino ed a Macerata, e dal 1885 fino al 1887, ottenne l’incarico a
Pavia.Dal 1887 ebbe la cattedra di Scienza delle Finanze a Roma.Nel 1889, il professore
conobbe Vilfredo Pareto, da cui ottenne la collaborazione, l’anno successivo,
al “Giornale degli Economisti”, del quale era divenuto nel frattempo proprietario
e direttore insieme al Pantaleoni e ad Ugo Mazzola.Fu tenace oppositore della
politica doganale del 1887 e dei dazi, sia dalle colonne del “Giornale degli Economisti”,
che dai banchi del parlamento, prevedendo con straordinaria immaginazione le tragiche
conseguenze.Il 3 giugno 1895 a Firenze, si sposò con Harriett Lathrop Dunham,
americana di origini inglesi, soggiornando insieme alla moglie l’anno successivo
negli Stati Uniti d’America.Da questo matrimonio nacquero tra il 1896 ed il 1900
i tre figli, James, Etta e Lucia.Fu eletto candidato nelle liste radicali dal
1900 al 1921.Nel 1904 conobbe Gaetano Salvemini e Luigi Einaudi nella lega Antiprotezionista.La
stretta collaborazione dell’economista con Gaetano Salvemini alla direzione dell’Unità
era iniziata con la ricostruzione del giornale nel 1916, che ebbe sede per un
periodo nella sua dimora romana e terminò alla fine del 1918.Date le sue convinzioni
politiche ed economiche, e la sua profonda onestà intellettuale che non gli permetteva
di scendere a compromessi comuni, l’8 novembre 1931 comunicava al prof. Pietro
De Francisci, Rettore dell’Università di Roma le proprie dimissioni dalla cattedra
romana.Con l’avvento della dittatura, segue un ritiro dalla vita politica, ed
un conseguente e quasi contemporaneo abbandono anche degli amici più cari, come
riferisce lo stesso Salvemini, o nelle parole di Tommaso Fiore che lo descriveva
come “un faro nella notte”.Data la particolare situazione del momento, ed altre
conseguenti, lo portarono già sul finire del 1931 ad isolarsi, ed a dedicarsi
completamente alla stesura definitiva, (dopo anni di minuziose e continue revisioni)
ed alla successiva stampa del suo volume “ I Primi Principi dell’Economia Finanziaria”,
nella sua tenuta (attualmente di altra proprietà) con villa e boschetto di lecci
e pini in contrada “Li Veli” a Cellino S. Marco, che ebbe un notevole successo
in Italia, ed all’estero, con le edizioni in tedesco, inglese e spagnolo ristampate
postume, e lasciando un ricordo indelebile tra gli abitanti, con i quali si intratteneva
a parlare della realtà politica dell’Italia di allora, confrontandola con le realtà
degli altri Paesi che egli aveva avuto modo di conoscere sia per motivi di lavoro
che di soggiorno, dimostrandosi allo stesso tempo un profondo conoscitore ed analista,
e che ancora oggi lo ricordano con affetto.Morì a Roma all’età di ottantacinque
anni il 1 dicembre 1943. Opere:Il Carattere Teorico dell’Economia Finanziaria
(1888). Loreto- Pasqualucci, Roma. La Pressione Tributaria dell’Imposta e del
Prestito 1893. In: Giornale degli Economisti, serie ll, anno IV, vol. VI, gennaio,
pp. 38-67; marzo pp. 216-231. Saggi di Economia e di Finanza (1898). In: Giornale
degli Economisti, Roma 1898, pp. 61-123. English translation
quoted: ”Fiscal Burden Arising from Taxation and public Debt”, in L. L. PASINETTI
(ed. italiana). La coltura dei popolari in Esperienza Liberale A.1, n.
20-21, 1922. La nostra cultura politica 1, A.2, n. 5, 1923. La nostra cultura
politica 2, A.2, n. 6, 1923. Il giornalismo Gentile, in Uomini e Idee, A 3,
n. 11, 1924.A proposito del dazio sul grano: Non ho detto male di Garibaldi, A
3, n. 15, 1924. Appello ai meridionali, A. 3, n. 45, 1924. Sonnino e la guerra
europea, A. 4, n.7,1925.I Primi Principi di Economia Finanziaria (1928), Sanpaolesi
Roma. Grundlehren der Finanzwirtschaft 1932. J.C.B. Mohr (Paul Siebeck,
Tubingen. Principi di Economia Finanziaria 1934, Einaudi Torino. Principios
Fundamentales de Economia Financiera 1934, editorial Revista de Derecho Privado,
Madrid.First Principles of Public Finance 1936, Jonathan
Cape London (Harcourt Brace & Co., New York). P.S. La foto al lato (foto cartolina
degli anni 1960)
rappresenta la villa o più propriamente denominata dai
cellinesi il castello della tenuta “Li Veli” a Cellino S. Marco, appartenuta un
tempo al marchese De Viti De Marco prof. Antonio. E’ anche famosa per aver
ospitato l’allora re d’Italia Vittorio Emanuele III, la sua corte e parte dello
Stato Maggiore a lui rimasto fedele durante la vergognosa fuga da Roma a Brindisi
dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. E’ ancora famosa perché nel 1948
furono scoperte nel bosco retrostante delle tombe a forno databili intorno al
2000-1800 a.c. Prof. Francesco Spina- (Cellino S. Marco 1948-Cellino
S. Marco 1997). Storico locale.Autobiografia integralmente tratta dalle proprie
opere. Dopo aver conseguito il diploma di
Maturità Classica presso il Liceo-Ginnasio “Calasanzio” dei Padri Scolopi di Campi
Salentina (Le), ha compiuto gli studi universitari a Lecce laureandosi il 26.6.1972
in Filosofia con il massimo dei voti.Dal 1974 ha insegnato lingua italiana ed
ha frequentato sei corsi di aggiornamento sulla stessa istituiti dal Ministero
della Pubblica Istruzione.Professore abilitato in Scienze umane e Scienze umane
e storia per i Licei, sin dal 1976.E’ stato professore di ruolo ordinario di Filosofia
e Scienze dell’educazione nelle scuole superiori statali di secondo grado.Dopo
aver frequentato per un biennio la Scuola di perfezionamento in Storia dell’Università
di Urbino, il 4.12.1981 ha conseguito il Diploma di Perfezionamento in Storia
Medioevale con il massimo dei voti.I suoi interessi maggiori sono stati sempre
per la storia locale e salentina, nonché per il recupero restauro e conservazione
dei beni archeologici e culturali. Articoli e studi pubblicati su giornali
e riviste: Spazio e tempo. Einstein e la sua teoria. Ennesimo tentativo di
una divulgazione.Secondo il filosofo tedesco Hans Reichenbach è unica vera filosofia
quella scientifica.La metodologia strutturalista in medicina nel pensiero di Michel
Faucoult.Per una storia del paese. Le origini di Cellino e la cappella di S. Marco.La
stele funeraria rinvenuta nel 1869. Analisi di un importante reperto archeologico
di epoca romana.Archeologia e storia. Reperti archeologici nel feudo di Cellino
da 4000 anni ad oggi. Opere: Storia di Cellino San Marco dal Medioevo all’Età
Moderna. Arti Grafiche Stella, Cellino S. Marco 1985. Storia di Cellino S. Marco
dall’Unità d’Italia ad oggi. Arti Grafiche Stella, Cellino S. Marco 1987.
AL
Bano (pseudonimo di Albano Carrisi, contemporaneo)- Musicista, cantante.
Prof.
Paolo Ferulli - Docente di violoncello presso il Conservatorio “Tito Schipa”
di Lecce (contemporaneo).E’ stato vincitore del concorso Nazionale per Violoncello
presso il Teatro “S. Carlo” di Napoli e del Teatro Comunale di S. Remo. Ha prestato
la sua opera presso il Teatro “La Fenice” di Venezia, collaborando con il Gruppo
Veneziano in qualità di Primo Violoncello.Svolge attività concertistica in varie
formazioni in Italia ed all’estero, sia come violoncellista che come direttore.Da
ormai tre anni, è coinvolto nelle attività dell’Associazione Musicale “Giovanni
Pierluigi da Palestrina” essendone anche il Direttore Artistico.Tale associazione
ha preso vita dall’entusiasmo che il coro polifonico “Laudamus Dominum” riversava
nella propria attività musicale. Il coro, nato nel giugno 1996 in occasione di
un’ordinanza sacerdotale e sotto la costante spinta del Parroco don Mimmo Macilletti,
ha continuato la sua attività attraverso la realizzazione di alcuni concerti
che hanno avuto vasta risonanza a livello nazionale e riportati anche sugli organi
di stampa locali.Il Coro, ha realizzato diversi concerti in collaborazione con
altre realtà corali locali (S. Vito dei Normanni, Brindisi, Locorotondo,…).Con
il Coro Arcivescovile S. Leucio di Brindisi, in particolare, è stata portata avanti
una proficua collaborazione confluita nella realizzazione di diversi spettacoli:
l’oratorio “Mosè” presentato in due diverse date a Brindisi e Cellino S. Marco
nel maggio 1999.Ha partecipato soprattutto alla realizzazione dello spettacolo
diocesano nel giugno 1999 in Piazza Duomo a Brindisi.In occasione del Giubileo
degli Ammalati (11 febbraio 2000) ha animato insieme al coro della Cappella Sistina
a Roma la solenne celebrazione presieduta da S.S. Giovanni Paolo II.L’incontro
con il Maestro Paolo Ferulli ha visto la nascita, tra il luglio ed ottobre 2001,
dell’attuale associazione.L’Associazione senza fini di lucro, si propone di perseguire
i suoi scopi in diversi modi:ü Attività concertistica
strumentale e corale che coinvolge diverse ensemble musicali come orchestra sinfonica,
da camera, coro polifonico e solisti, in particolare i Concerti di Natale (dicembre
2001,2002,2003, 2004) per soli coro ed orchestra sinfonica. ü Concerti del genere
lirico-sinfonici “Pagine d’Opera” (luglio 2002, 2003, 2004) con i quali si allietano
le serate “Estate in Città” dei paesi della Penisola Salentina con musiche di
Verdi, Vivaldi, Toscanini, Bellini, Bizèt, Mascagni, Paganini, Baach, Beethoven
ed altri, con il Patrocinio del Comune di Cellino S. Marco.  Il maestro in una esibizione canora
insieme al coro ed orchestraGli ensemble riuniti dall’associazione sono
composti da 45-50 professori d’orchestra, da 60 componenti del coro e da due o
tre cantanti lirici. L’associazione ha inoltre istituito una stagione musicale
intitolata “Primavera in Musica”, che è giunta al momento alla sua terza edizione.Per
quanto riguarda l’attività didattica, è in fase di realizzazione un progetto
che preveda la nascita di una scuola per quei giovani che intendano intraprendere
lo studio di uno strumento musicale.Le attività culturali sono costituite in genere
da incontri, conferenze e dibattiti sulle varie forme culturali e sugli aspetti
sociali della musica e della sua importanza nella realtà quotidiana.L’associazione
ha progettato di gemellarsi con la Fondazione “Palestrina” che nella cittadina
laziale ha dato il nome al grande compositore.
Venere Iurlaro -
(Nata a Cellino San Marco, contemporanea.)
 PREMIAZIONE
DEL FESTIVAL DELLA POESIA EUROPEA DI TAORMINA EDIZIONE 2004
Quattro
donne ai primi tre posti nel Festival della Poesia Europea di Taormina. La
Giuria composta dal Cav.Aldo Italo Pagano (Presidente), dalla Dott.ssa Maria Rosaria
Tinto da Napoli, dalla Prof.ssa Anna Castiglione Garozzo da Giarre (CT), dall'Editore
di "Verso il futuro", Nunzio Menna da Avellino e dall'Editore dell'annuario
internazionale " I magnifici delle 7 Note ", il giornalista Nino Bellinvia,
dopo aver attentamente e ripetutamente esaminato le 111 poesie in gara per la
IV^ Edizione del Festival della Poesia Europea, ha deciso di assegnare il 1°
Premio alla bella poesia "Vorrei" di Angela D'Acunto da Pontecagnano
(SA) ed il 2° alla non meno bella "La mia vita" di Maria Rosa Gelli
da Arezzo, figlia del celebre poeta e scrittore Licio Gelli che, a quanto pare,
ha deciso di appendere la penna al chiodo o come Lui stesso simpaticamente e ripetutamente
dice: "Ho finito l'inchiostro!" Fortunatamente ne ha un calamaio pieno
la figlia che ha ereditato dal papà non solo la voglia di scrivere ma anche
la bravura! Terze classificate a pari merito 32 punti Katia Donato
Masciari da Messina con "E il mare attende", e Venere Iurlaro da
Cellino San Marco (BR), che con la sua poesia "Voli d'amore" ha incantato
la Giuria. Quattro fa-vo-lo-se (come direbbe il compianto Mario Riva)
poetesse ma anche quattro favolose donne: le prime due poco più che quarantenni,
le seconde due poco più che cinquantenni ma tutte e quattro con un bagaglio
non indifferente di esperienza nel mondo della poesia in quanto già vincitrici
di altri importanti Premi di Poesia in precedenti Concorsi. Ci auguriamo di
poter loro stringere la mano la sera del 12 Agosto sul palcoscenico che verrà
allestito in Piazza Vittorio Emanuele II° di Gaggi alla presenza almeno di
un paio di migliaia di persone. Grande sarà la loro soddisfazione ma anche
quella di Madame Marie-Christine Fournier che con la collaborazione dell'Assessore
alla Cultura, Dr.Giuseppe Lionti ed alla Presidente del Consiglio, Prof.ssa Pina
Fiumara ha fatto di tutto perché la Manifestazione non si svolgesse più
in una Saletta di Congressi che poteva ospitare dalle due o trecento persone ma
in una Piazza enorme (con posti a sedere) che ne potesse ospitare due o tremila.
Articolo scritto dal sig. Gilbert Paraschiva su internet che si ringrazia
per la gentile concessione.
CANTO
ALLA MUSA O Musa dormiente, svegliati e ascolta: ho un tormento nel
cuore e quando il cielo di crèmisi d'oro s'accende, spesso ti cerco
per chiederti consiglio e conforto. Le incertezze dominano la mia mente, ho
accantonato tele, pennelli e colori, si posa la nebbia su cose che amo e
non mi da la brama di sognare. Ma stasera, lacrime amare scaturiscono dai
miei occhi stanchi, non ci sono le ali del vento, perché dolce
Musa non sento il tuo Canto? Ti prego, infondi il sole nel mio cuore e
fai sbocciare fulgidi pensieri d'amore, dammi ancor la gioia di vivere, i
sogni della sfuggita giovinezza non spegnere. Geme di luci tenero tramonto,
vagheggiano smarrite come tremule chiome e nel brusio della sera, anacoréti
palpiti albeggiano sul prato sconfinato del mio mondo infiorato di stelle.
Tra lievi fruscii, la profumata aurora fluisce la vita, il fato mi svela,
carezze di bimbi sfiorano il mio viso segnato dalle rughe del vissuto.
dolce Musa, tu che leggi nel cuore, ad ogni uomo hai disegnato il cammino
e assegnato gradita speranza, non cerco fragor di folla che m'acclama
ma, ritrovar il sentiero della vita è ciò che conta. Venere
Iurlaro | CHANT À LA MUSE O Muse dormante, réveille-toi
et écoute: j'ai un tourment dans le coeur et quand le ciel
de cramoisi d'or s'allume, souvent je te cherche pour te demander conseil et
réconfort. Les incertitudes dominent mon esprit, j'ai mis de côté
toiles, pinceaux et couleurs, la brume se pose sur les choses que j'aime et
ne me donne le désir ardent de rêver. Mais ce soir, des larmes
amères jaillissent de mes yeux fatigués, les ailes du vent
n'y sont pas, pourquoi douce Muse je n'entend pas ton chant? Je t'en prie,
imprime le soleil dans mon coeur et fait épanouir d'éclatantes
pensées d'amour, donne-moi encor la joie de vivre, les rêves de
la fugace jeunesse n'éteins pas. Des gemmes de lumière
le tendre déclin, elles soupirent égarées comme des tremblantes
chevelures et dans la rumeur du soir, anachorètes frémissements font
jour sur le pré illimité dans mon monde orné d'étoiles. Parmi
légers bruissements, la parfumée aurore s'écoule la vie,
le destin me révèle: des caresses d'enfants effleurent mon visage marqué
par les rides du vécu. Douce Muse, toi qui lit dans le coeur, à
chaque homme tu as dessiné le chemin et assigné l'agréable
espérance, je ne cherche pas le fracas de foule qui m'acclame mais,
retrouver le sentier de la vie c'est ce qui importe. Traduzione M-Christine
Fournier |
PREMIO IL CONVIVIO 2001 Trimestrale
di Poesia Arte e Cultura dellAccademia Internazionale IL CONVIVIO Via
Pietramarina 66 Verzella 95012 Castiglione di Sicilia (CT) Italia Sezione
Pittura e Scultura : Fiori di carta, opera di Venere Iurlaro.
Fiori di carta di Venere IURLARO
Novembre 2005
Ing. Luigi Cesano P.S. Proprietà riservata, luigi.cesano@libero.it,
riproduzione vietata anche parziale dei contenuti e fotografie del sito e di quantaltro
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