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HISTORY - BENI ARCHITETTONICI - SITI ARCHEOLOGICI - UOMINI ILLUSTRI - MASSERIE
Questa pagina è integralmente curata dall'Ing. Luigi Cesano, e sarà oggetto di continuo aggiornamento.
Chi avesse notizie su questi uomini illustri, o su altre persone non menzionate e non conosciute (Cellinesi nel Mondo), sul loro operato, sulle date di nascita, e su qualunque altro tipo di informazione utile, è pregato di contattarmi alla e-mail Luigi.Cesano@libero.it.

Un ringraziamento anticipato a quanti vorranno aiutarmi in questa mia opera.

Novembre 2005

Ugo Alessandrone-Gambardella

Enzo Alessandrone –Gambardella, Prof. Raffaele Spongano, Prof. Marco Pecoraro, Prof. Clemente Mazzotta, Prof. Franco Fanciullo, Don Vito  Bolognini, Don Carmelo  Briganti, Oronzo Ginosa, Marchese  De Viti-De Marco prof. Antonio, Prof. Francesco  Spina, Al  Bano, Prof. Paolo  Ferulli, Venere Iurlaro.

 
 Ugo Alessandrone-Gambardella- Capitano medico e pediatra. Durante l’armistizio dell’8 settembre 1943, si trovava a Roma in servizio militare.Rifiutatosi di combattere al fianco alle truppe nazi-fasciste, fu deportato in Germania nei campi di sterminio, e da allora non si ebbero più sue notizie.Enzo Alessandrone –Gambardella- Pubblicista, studioso di storia ed archeologiaOpere: Cellino S. Marco, Brevi cenni storici (Palo del Colle-Fasano, Liantonio 1927).

 
Prof. Raffaele Spongano- (Cellino S. Marco, 2.10.1904- Bologna, 26.11 2004).

Illustre italianista, nato a Cellino S. Marco, docente di Letteratura Italiana presso l’Ateneo di Bologna, Condirettore del Giornale Storico della Letteratura Italiana. 

Notizia Biografica, — Raffaele Spongano, nato a Cellino S. Marco, piccolo paese del Brindisino, nel 1904, compì gli studi liceali in Lecce, e nel 1924 si iscrisse alla Facoltà di Lettere dell'Università di Napoli, però senza poterla frequentare. Potè l'anno dopo iscriversi alla Facoltà di Lettere dell'Università di Pisa, dove ebbe maestro Attilio Momigliano, e dove si laureò in lettere con una tesi sul Parini, discussa col Momigliano nel novembre 1930. Dopo aver insegnato per incarico al Liceo di Pisa, vinto il concorso a cattedre di lettere italiane e latine, fu assegnato prima al Liceo classico di Galatina (1932-33), poi a quello di Piacenza (1933-35) e, infine, al Liceo scientifico A. Righi di Bologna. Nel 1942, conseguita la libera docenza, fu chiamato per incarico all'insegnamento di lingua e letteratura italiana al Magistero di Firenze, a fìanco di Francesco Maggini. Nel 1949, riuscito primo nel concorso universitario, ottenne la cattedra di letteratura italiana nella Facoltà di Lettere dell'Università di Padova e nel 1952 fu chiamato a Bologna a succedere a Carlo Calcaterra. Presidente della Commissione per i testi di lingua, promotore e animatore della nuova Università di Lecce, membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha collaborato a numerosi periodici e quotidiani, fra cui “II Mondo” e “La Stampa”, anche con interventi in questioni scolastiche.Nel 1955 ha fondato la nuova Università di LecceNel 1995 ha istituito la Fondazione “Arcangela Todaro Faranda”.Il Concorso, giunto alla nona edizione, si è ormai qualificato come un punto di riferimento significativo nel panorama letterario italiano ed ha registrato negli ultimi anni la partecipazione di numerosi scrittori dall’Italia e dall’estero.

La pregevole iniziativa si deve al Professore Raffaele Spongano, che per onorare la memoria della moglie Arcangela Faranda, scrittrice di raffinata sensibilità, ha istituito una Fondazione a suo nome ed il premio annuale di narrativa.

Il concorso prevede due sezioni: “racconto” per una raccolta di non meno di tre racconti o novelle inediti e “romanzo” per un testo inedito di ispirazione unitaria e intrinseco pregio d’arte.

Il premio consiste nella pubblicazione delle due opere vincitrici per i tipi a cura dell’Editore Alberto Perdisa Bologna. Per maggiori informazioni cliccare sul sito  www.fondazionecarisbo.it.

Opere: La poetica del sensismo e la poetica del Parini (Messina, Principato, 1933); G. Parini: II giorno e odi scelte, commento e cura (Torino, S.E.I., 1936); Antologia della letteratura italiana, 3 voll. (Messina, Principato, 1940- 42); Un capitolo di storia Iella nostra prosa d'arte. La prosa letteraria del quattrocento (Firenze, Sansoni, 1941); M. Cesarotti: Saggio sulla filosofia della lingua, a cura (id. 1943); L.B. Alberti: I primi tre libri della famiglia, introd. e comm. con F.C. Pellegrini (id. 1946); Le prime interpretazioni dei Promessi Sposi. Storia della crìtica (id. 1947); La prosa di Galilei e altri scritti (Firenze, D'Anna, '49); A. Momigliano La letteratura italiana. Storia e antologia, 3 voll. (Milano- Messina, Principato, 1949), a cura; L'edizione critica dei ricordi del Guicciardini (Firenze, Sansoni, 1951); Stilistica e filologia nella discriminazione delle Rime dei due Bonaccorso da Montemagno (Firenze, Le Monnier, 1958); Guida allo Spoglio dei manoscritti e stampe per il repertorio delle nostre rime antiche (Bologna, Azzoguidi, 1959); II primo Parini (Bologna, Patron, '63); Due saggi sull'Umanesimo (Firenze, Sansoni, 1964); Schemi di storia della letteratura italiana (Bologna, Patron, 1965); Nozioni ed esempi di metrica italiana (id. 1966); Le prime interpretazioni dei Promessi Sposi (id. 1967); Antologia della letteratura italiana, 3 voll. (id. 1969). Bibl.: Panor. biog., op. cit; Chi e'? 1957, op. cit.; D. Triggiani: Per la storia, op. cit.; Chi scrive, op. cit.; V. Caputo: Italia poetica, op. cit.; Lui, chi e'?, op. cit.. 

Si allegano due stampati per i cento anni di un Maestro del 28.10.2004, ed il comunicato stampa del Comune di Bologna del 29.11.2004 per il minuto di silenzio in memoria della scomparsa del prof. Raffaele Spongano, con il discorso integrale tenuto dalla consigliera Camilla Giunti sua allieva nipote, gentilmente concessi dagli stessi autori.

 Per i cento anni di un Maestro

28 ottobre 2004

Autore: AA.VV.

Editore: Bononia University Press

Copertina di Per i cento anni di un maestroUna raccolta di scritti in onore di Raffaele Spongano, italianista giunto al traguardo del secolo. Non saggi ma racconti informali di esperienze di vita e di lavoro. Parole, missive e pagelle, completate da un'antologia fotografica del professore.

Raffaele Spongano, l'italianista. Quello noto in Italia e nel mondo. Quello docente di Letteratura Italiana a Firenze, a Padova e a Bologna. Quello che nell'Ateneo felsineo è stato anche Presidente dell'Accademia delle Scienze, Presidente della Commissione per i Testi di Lingua, Fondatore e Direttore della rivista "Studi e problemi di critica testuale" e organizzatore di seminari e convegni. Insomma, Raffaele Spongano, il padre di più generazioni di studiosi ha compiuto cento anni.

Un traguardo importante che i suoi allievi più cari hanno deciso di salutare con una pubblicazione
edita da Bononia University Press con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna. Il titolo è sobrio: "Per i cento anni di un Maestro". E il contenuto lo è ancora di più: niente saggi, niente approfondimenti critici, niente accademia. "L'occasione particolarissima che si trattava di festeggiare - scrivono infatti nell'introduzione Emilio Pasquini e Vittorio Roda, entrambi docenti dell'Università di Bologna e discepoli di Spongano - ha suggerito una formula meno togata: una manipolo di memorie e testimonianze redatte da quanti, fra i suoi colleghi, i suoi amici e i suoi allievi, desiderassero ricordare il proprio rapporto con Spongano".

L'indice è allora un elenco di nomi: amici, colleghi, studenti. Ognuno con la sua dedica. Il racconto di una stretta di mano. L'aneddoto di una lezione. La tensione prima dell'incontro. L'estratto di un carteggio. I voti di una pagella. Tante formule per descrivere un rapporto più umano che professionale, che nel libro vive anche attraverso un album fotografico dove lo Spongano di ieri e di oggi compare con i suoi familiari, coi suoi studenti e con i libri del suo studio.

Comunicato stampa del Comune di Bologna
Bologna, 29/11/2004

UN MINUTO DI SILENZIO PER IL PROFESSOR RAFFAELE SPONGANO: IL RICORDO IN CONSIGLIO COMUNALE.
Il Consiglio Comunale di Bologna ha osservato oggi un minuto di silenzio per Raffaele Spongano, professore emerito dell'Università di Bologna, recentemente scomparso.
Per ricordare la figura del professor Spongano è intervenuta, a inizio seduta, la consigliera comunale Camilla Giunti - la più giovane dei suoi allievi "nipoti".
La consigliera ha ricordato la brillante carriera del professor Spongano che lo ha portato nei primi anni '50 all'Università di Bologna, dove ha insegnato Letteratura Italiana, ed è proseguita con molti studi e iniziative che "hanno contribuito all'arricchimento culturale della nostra città". E' stato Presidente dell'Accademia delle Scienze e della Commissione per i testi di lingua, e ha fondato e diretto la prestigiosa rivista "Studi e problemi di critica testuale".
" Generazioni di studenti - ha detto Camilla Giunti - lo ricordano come un professore severo che pretendeva molto e dava molto ai suoi scolari, rispettandoli sempre, mentre talvolta gli studenti sono stati poco rispettosi nei suoi confronti. Dall'età della pensione in poi, Raffaele Spongano ha continuato a dedicarsi allo studio, alla sua rivista e al dialogo con i giovani studiosi che andavano a trovarlo nello studio di via Vallescura. Credo di interpretare il pensiero di chi l'ha conosciuto, riassumendo la sostanza del suo insegnamento e del suo impegno intellettuale con queste parole: libertà di pensiero, forza della critica e rigore del metodo scientifico non disgiunto dal rigore morale".
"Io ringrazio il professore per il suo esempio - ha proseguito la consigliera Giunti - per il suo senso di responsabilità e per il grande impegno nel lavoro intellettuale, e lo ringrazio anche a nome della città per il dono ricevuto, perché Raffaele Spongano ha donato la sua ricca biblioteca all'Archiginnasio. E ci auguriamo che questa biblioteca, a catalogazione compiuta, possa trovare sede nella biblioteca di Casa Carducci".
Infine la consigliera ha ricordato il libro che i suoi allievi gli hanno dedicato per il suo centesimo compleanno, festeggiato recentemente, e che verrà presentato, con una cerimonia, il 17 dicembre prossimo, nella sede della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Testo integrale trasmesso via fax

Consiglìera GIUNTI - Grazie  signor Presidente. Essendo la più giovane fra coloro che in gergo accademico amano definirsi i suoi :nipoti ho sentito il bisogno dì ricordare il professor Raffaele Spongano che è deceduto il 26 di novembre, nella sua casa di via Vallescura, dove il 2 ottobre ha festeggiato insieme ai parenti, agli allievi  il suo centesimo compleanno.

Professore emerito dell'Università di Bologna, dove ha insegnato letteratura italiana dai primi anni '50 fino all'età della pensione, Raffaele Spongano era nato a Cellino San Marco nel 1904 ed è uno dei tanti bolognesi d'adozione che hanno contribuito all'arricchimento culturale "della nostra città. Oltre che docente di letteratura italiana, il professore è stato Presidente dell'Accademia delle scienze e della Commissione per i testi di lingua, e ha fondato e diretta la prestigiosa rivista "Studi e problemi di critica testuale". Generazioni di studenti lo ricordano come un professore severo che pretendeva molto e dava molto ai suoi scolari, rispettandoli sempre, mentre talvolta gli studenti sono stati poco rispettosi nei suoi confronti. Dopo l'età della pensione Raffaele Spongano ha continuato, finché il suo fisico gliel'ha consentito, a dedicarsi allo studio, alla sua rivista e al dialogo con i giovani studiosi che andavano a trovarlo nello studio di via Vallescura. Credo di interpretare il pensiero dì chi l' ha conosciuto, riassumendo la sostanza del suo insegnamento e del suo impegno intellettuale in queste parole: libertà del pensiero, forza  della critica, rigore del metodo scientifico, non disgiunto dal rigore morale.

Io ringrazio il  professore per il suo esempio, per la responsabilità con cui ha dato il suo insegnamento e si è impegnato nel suo lavoro  intellettuale e lo ringrazio anche a nome della città perché Raffaele Spongano ha donato la sua ricca biblioteca all'Archiginnasio. E dopo  la catalogazione, ci auguriamo  che questa biblioteca possa trovare sede in casa Carducci. Inoltre chi non l'ha conosciuto può trovare traccia del professor Spongano e del suo esempio in un libro che gli allievi gli hanno dedicato per il centesimo compleanno e che hanno donato a lui e che lui inevitabilmente dona a chi resta e che verrà presentato il 17 di dicembre nella sede della fondazione del Monte.  Grazie. Visto che è stato professore emerito della nostra università e ha donato quel che gli era più caro, quel che era la sua vita, cioè i suoi libri alla nostra città,  proporrei al Presidente del Consiglio Comunale dì chiedere un minuto di silenzio.

Seguono  due  lettere  autografe  ed  inedite  del  Prof.  Raffaele  Spongano  a  Luigi  Cesano :

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IL MIO PRIMO INCONTRO CON IL PROFESSOR  RAFFAELE SPONGANO

si concluse con queste sue parole:”Mai più, a chiunque, capiti, quello che è successo a me”.

Questa frase è degna di essere commentata per i contenuti, cominciando  dall’inizio.

 Agli inizi del mese di ottobre del 1986, mi trovavo a Bologna per delle ricerche sulla mia tesi di laurea.Avendo terminato le ricerche prima del previsto, decisi di telefonare al professor Raffaele Spongano che tanto avevo sentito parlare nella mia famiglia, ma che non avevo mai avuto modo di conoscere, senza trovarlo, ed a  degli amici di famiglia per salutarli, i quali furono contenti di sentirmi, e mi invitarono anche a cena, dicendomi di andarli a trovare.Vista l’ora, decisi di andarli a trovare per scambiare due di parole.Raggiunta la loro abitazione, mi chiesero come stavano i miei genitori ed il prof. Marco Pecoraro e la sua famiglia a Padova, in quanto loro parenti, ed io chiesi come stavano loro ed i loro figli Clemente ed Anna Maria.Fatti i saluti di convenevolo, e parlando del più e del meno, chiesi se per caso il Professore Raffaele Spongano era a Bologna o fuori sede.Mi dissero che non lo sapevano, ma che potevo fare una telefonata.Telefonai dalla loro abitazione, ma non lo trovai ancora.Ad un certo punto decisi di andare via, e loro mi consigliarono di passare con il taxi dalla abitazione del professore.Anche in questo caso non trovai nessuno, ma lasciai un biglietto di poche righe e di cui non ricordo cosa effettivamente scrissi, comunque il contenuto era quello che avevo il piacere di conoscerlo in una mia prossima venuta a Bologna.Di lì a qualche giorno ricevetti la prima lettera del professore Raffaele Spongano ( datata 1.10.1986) in quanto era stato colpito dall' affetto che gli dimostravo pur non conoscendolo, e mi chiedeva informazioni su di me e come mai mi trovassi a Padova e se fossi un allievo del suo allievo Marco Pecoraro.Seguì una seconda lettera da parte mia, in cui risposi a quelle domande e ad altre.Questa mia seconda lettera  lo aveva colpito in maniera particolare, e mi scrisse una sua seconda  lettera( datata 25.10.1986) con la quale mi diceva di voler conoscermi di persona, poiché se non fosse per la sua non più giovane età, sarebbe lui venuto  a Padova a trovarmi.Dopo aver ricevuto questa seconda lettera, decisi di andarlo a trovare il 31 ottobre 1986 nello studio  di via Vallescura 12 a Bologna, in quanto nella lettera mi scrisse il suo numero telefonico per contattarlo al più presto.Raggiunto lo studio, sulla soglia della propria abitazione, ci abbracciammo senza esserci mai conosciuti prima, ma era come se ci conoscessimo da sempre, e mi presentò anche sua moglie.La sua conoscenza mi aveva dato un certo vigore, una tale forza interiore, un qualcosa che non riesco a definire, che sembrava mi facesse  sentire in un’altra dimensione.Parlammo di tante cose, in particolare di Cellino S. Marco il nostro paese, dei nostri compaesani e se qualcosa era cambiato a livello di lavoro o c’era ancora un alto tasso di emigrazione, dei nostri parenti, alcuni dei quali defunti, e parlando dei quali, si intravide anche una lontana parentela, mi disse che conosceva una certa Marilena Gravili di Cellino e che spesso si vedeva con la famiglia di Andrea Mazzotta padre di Clemente Mazzotta suo allievo e parenti del prof. Pecoraro Marco; della mia vita universitaria e delle difficoltà che allora stavo incontrando con quegli ultimi esami che non sembravano finire mai, che alcune volte  mi sentivo  tentennare, andare avanti indietro per farmi controllare gli elaborati prima della prova orale, aggirare gli ostacoli e superarli  scavalcandoli se necessario senza avere quelle soddisfazioni che volevo, e che forse era un modo sbagliato di pormi nell’affrontare le difficoltà, e che dovevo essere più coerente nell’affrontare le varie situazioni, e che molto probabilmente io sbagliavo in molte cose, e che io additavo essere la causa del mio ritardo negli studi, e che sentivo come un’angoscia interna. Egli, lasciandomi sfogare, più che parlare, si avvicinò a me sorridendomi e dandomi due colpetti di benevolenza sulle spalle che mi disse compiaciuto: “altri, questo modo di agire lo chiamano genialità”.Seguì qualche mio secondo di silenzio, lo guardai negli occhi, ed egli riprese a parlare dicendomi :“ è proprio saltando da una situazione ad un’altra che si superano gli ostacoli, ed il vacillare durante il salto vuol dire che si è ancora in equilibrio e che non si è ancora caduti, e che si è pronti per spiccare un altro salto, e così fino alla fine del percorso che non è mai finito, neanche quando stai per dire ho raggiunto il mio percorso, che quel punto di arrivo diventa così un nuovo punto di partenza”. A quelle parole mi sentii rinascere, in un istante tutte le tessere di quel mosaico incompiuto che avevo in testa sembravano automaticamente collocarsi al loro posto. A quel punto mi parlò della sua vita, tutta la storia della sua vita fino a quel momento, e  delle difficoltà che aveva  incontrato nel corso degli  studi, e che aveva rischiato di non laurearsi più.Ed è proprio per queste difficoltà che lui aveva incontrato che mi disse “mai più, a chiunque, capiti, quello che è successo a me”; ed è proprio in quell’ottica che volle a tutti i costi essere il fautore ed il promotore, nonchè il padre fondatore della nuova Università di Lecce, che dopo anni di lavoro, aiutato anche dai suoi allievi più fedeli, riuscì nel 1955 a vedere realizzato il suo sogno, seppure durante il cammino le difficoltà non furono poche.Egli avrebbe voluto che insieme alla facoltà di Lettere fosse nata in contemporanea la facoltà di Agraria a Lecce, e sperava che in un futuro non molto lontano, dicendo “a chi abbia orecchie da intendere intenda”, avrebbero capito di far nascere questo corso di studi nel Salento che avrebbe portato nuovi posti di lavoro e svecchiato alcuni tipi di mentalità. Questa facoltà essendo presente nel territorio, avrebbe potuto essere un valido punto di riferimento per i sapienti contadini ed imprenditori locali, i quali avrebbero potuto avvalersi di quelle consulenze sia negli indirizzi relativi ai nuovi impianti che nelle vendite dei prodotti. Inoltre voleva che venisse creato un archivio senza che venisse nel tempo disperso tutto quel patrimonio agricolo-culturale-storico  del territorio Salentino, di tutti quei campi piccoli medi e grandi variamente coltivati, che potevano considerarsi dei campi sperimentali a cielo aperto. Con queste  parole, ci congedammo dal nostro primo incontro, strappandomi con piacere una promessa di sentirci spesso in futuro per telefono, che non mi avrebbe più scritto, e che le lettere a me scritte erano le uniche ed ultime due che scriveva, in quanto  erano anni che non scriveva più a nessuno.Di incontri e telefonate ce ne furono altri,  e tutte le volte che sentivo la necessità di telefonargli per un parere, lo trovavo sempre disponibile e contento della telefonata ricevuta, e ritrovando sempre quei pareri, che altro non erano che degli insegnamenti. Un particolare ringraziamento viene rivolto al dott. Spongano Aquilino e famiglia, nipote del prof. Raffaele Spongano, per la fotografia dello zio, ed  al Prof. Clemente Mazzotta, Docente di Filologia Italiana presso l’Università degli Studi di Bologna per aver contribuito nella ricerca biografica  e nella ricerca del testo integrale.
 

Prof. Marco Pecoraro (Cellino S. Marco, 9 settembre 1920- Padova, 27 marzo 1993)- Stimatissimo professore di Letteratura Italiana presso l’Università di Padova ed allievo del prof. Raffaele Spongano.    
Opere:BIBLIOGRAFIA DEGLI SCRITTI DI MARCO PECORARO (1951-1990)*  
Bibliografia curata da Bianca Maria da Rif in occasione della pubblicazione dei due volumi che compongono la Miscellanea di studi in onore di Marco Pecoraro (I, Da Dante al Manzoni; II, Dal Tommaseo ai contemporanei), a cura di B.M. Da Rif e C.  Griggio,  Firenze, Olschki, 1991.*
La bibliografia è divisa per anni, numerata progressivamente e disposta secondo quest'ordine:

— volumi (saggi, edizioni e commenti, atti di convegni e pubblicazioni curati da M. Pecoraro);
— articoli apparsi in periodici e miscellanee (elencati seguendo l'ordine alfabetico del titolo);
— rassegne;
— recensioni (in ordine alfabetico dell'autore recensito);
— note, segnalazioni;
— voci curate per dizionari o enciclopedie.

1951
1.  Per la retta interpretazione dì un verso dantesco «Che il sol vagheggia or da coppa or da ciglio» (Par., VIII, 12), . «Convivium», r.n., 3, pp. 354-373. Cfr., con  modifiche, 1970, 1.

1952
1. Lettere inedite di Nicolò Tommaseo a Giacomo Poletto, «Convivium»., r.n., 3, pp. 321-376.2. Les Lettres du Poète italien Berchet à la Marquise Arconati, «Le Flambeau. Revue Belge dcs questions politiques et litteraires», XL, 2, pp. 168-180.

1953
1. L’antiannessionismo del Tommaseo nella questione dalmatica del '61 (con let­tere inedite), «Studi Urbinati», XXVII, n.s., B, 2, pp. 142-219. Cfr., con modifiche, 1970, 1.Un testamento inedito del Tommaseo e due note al suo «Carteggio» col Cap­poni (III, pp. 57 n. 2, e 58 n. 2), in Dai Dettatori al Novecento. Studi in ricor­do di Carlo Calcaterra, Torino, S.E.I., pp. 263-274.

1954
1. Il testamento letterario del Tommaseo (Inedito), «Giornale Storico della Letteratura Italiana», CXXXI, 393, pp. 33-69. Cfr, con qualche modifica, 1970, 1.
2. im «Preghiera di Margherita» nel «Faust» in una traduzione inedita dello Scalvini, «Lettere Italiane», VI, 2, pp, 182-187. Cfr., con modifiche, 1970, 1.

1955

1. Un articolo del Tommaseo su «Tra», «Studi di Filologia Italiana», XIII, pp. 375-393. Cfr., con modifiche, 1970, 1.
2. Rassegna Tommaseiana, «Lettere Italiane», VII, 3, pp. 342-353..
3. Rec. a N. TOMMASEO, Lettere inedite a E. De Tipaldo (1834-1835), a cura di R. Ciampini, Brescia, Morcelliana, 1953: «Giornale Storico della Letteratura Italiana», CXXXII, 399, pp. 472-480.
4. Giordano da Pisa e altri testi religiosi nel cod. 1381 della Biblioteca Univer­sitaria di Padova, «Lettere Italiane», VII, 2, pp. 209-210.

1957
1. Anomalie grafiche e fonetiche in un’epistola senese del primo T'recento, . «Studi di Filologia Italiana», XV, pp. 439-452. . Cfr. 1970, 1.
2. Contributo alla biografìa del Fusinato e alla datazione della sua lirica «Un addio» (Un'epistola del padre e altri documenti), «Bollettino del Museo Civico di Padova», XLVI, pp. 1-48. Cfr., con rielaborazioni, 1970, 1.
3. I «Ricordi» di Giovanni di Pagalo Morelli, «Rinascimento», VIII, 1, pp. 143-149. Cfr., con modifiche, 1970, 1.
4. Rec. a G. BERCHET, Lettere alla marchesa Costanza A.rconatì, a cura di R. Van Nuffel, con il contributo della Fondation Universitaire de Bclgique (Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Biblioteca Scientifi­ca, Serie II: Fonti, voi. XXXVIII), voi. I (febbr. 1822-luglio 1833), Ro­ma, Vittoriano, 1956: «Lettere Italiane», IX, 3, pp. 307-318.
5. Rec. a A. MANZONi-G. CAPPONI, Saggio di Vocabolario italiano se­condo l'uso di Firenze compilato in collaborazione a Varramista nel 1856. Saggio introduttivo, resto critico e note di G. Macchia, Firenze, Le Monnier, 1957: «Lettere Italiane», IX, 4, pp. 414-419.
6.  Galiani, Berardo, in Enciclopedia Filosofica, Venezia-Roma, Istituto per la Collaborazione Culturale, II, p. 565. Cfr. 1968, 4.
7. Gravina, Gian Vincenzo, in Endciclopedia Filosofica, cit., II, pp. 893-894. Cfr. 1968, 5.
8. Minturno. Antonio, in Enciclopedia Filosofica, cit., III, pp. 612-613. Cfr. 1969,3.
9. Pallavicino, Sforza (Pietro), in Enciclopedia Filosofica, cit., III, p. 1121. Cfr. 1969, 4.
10. Petrarchismo, in Enciclopedia Filosofica, cit., III, pp. 1346-1347. Cfr. 1969, 5.
11. Serra, Renato, in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, pp. 570-571. Cfr. 1969, 6.
12. Tesauro, Emanuele, in Enciclopedia Filosofia, cit., IV, p. 1174. Cfr. 1969, 7.
13. Varchi, Benedetto, in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, p. 1520-1521. Cfr. 1969,8.
14. Venanzio, Girolamo, in Enciclopedia Filosofia, cit., IV, p. 1537. Cfr. 1969,9.
15. Vettori, Piero, in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, p. 1570. Cfr. 1969, 10.

1959
1. Per la storia dei Carmi del Bembo. Una redazione non vulgata, (Civiltà veneziana, Saggi, 6), Venezia-Roma, Istituto per la Collaborazione Cul­turale, pp. 224..
2. Rec. a V. BRANCA, Tradizione delle opere di Giovanni Boccaccio (I: Un primo elenco dei codici e tre studi}, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1958: «La Bibliofilia», LXI, 3, pp. 270-274.

1960
1. Rec. a O. HIETSCH, Die Petrarcaubersetzungen Sir Thomas Wyatts. Eine sprachvergleichende Studie, Wien-Stuttgart, Braumùller, 1960: «Lettere Ita­liane», XII, 4, pp. 487-492.

1961
. .
1. Un nuovo contributo sulla prima esperienza petrarchesca in Inghilterra, «Ita­lica», XXXVIII, 2, pp. 91-98. Cfr., con molte modificazioni, 1970, 1.
2. Rec. a R. RIDOLFI, Vita di Francesco Guicciardini, Roma, Belardetti, 1959: «Lettere Italiane», XIII, 1, pp. 112-123. Cfr., con rifacimenti, 1970, 1..
1962

1. Spigolature letterarie in un epistolario dell'epoca romantica, in Miscellanea di studi offerta a Armando Balanino e Bianca Bianchi per le loro nozze (Vicenza, 30 giugno 1962), Padova, Seminario dì Filologia Moderna dell'Univer­sità, pp. 91-97.
2. Rec. a G. SCALWINES, II Fuorustito (Testo critico dell'autografo), a cura di R.O.J. Van Nuffel, Bologna, Commissione per i Testi di lingua, 1961: «Lettere Italiane», XIV, 2, pp. 232-234..

1963

1. Alcune lettere di Giovita Scalvini totalmente o parzialmente inedite, «Lette­re Italiane», XV, 1, pp. 61-84.
2. Rassegna Bembiana, «Lettere Italiane», XV, 4, pp. 446-484. Cfr., con molte modifiche, 1970, 1.

1964
.
1. N. TOMMASEO, Memorie poetiche. Edizione del 1838 con appendice di Poesie e redazione del 1858 intitolata «Educazione dell'ingegno», a cura di M. Pecoraro, Bari, Laterza, pp. 664.

1966
1. Il canto XXI del Paradiso. (Gennaio 1965), Firenze, Le Monnìer, pp. 60. Cfr. 1968, 2 e 1971, 1. Cfr. con rifacimenti 1970, 1.
2. Le imitazioni dantesche nel «Vago Filogeo» dì Sabello Michiel, in Dante e la cultura veneta. Atti del Convegno di Studi (Venezia, Padova, Verona, 30 marzo-5 aprile I966), a cura di V. Branca e G. Padoan, Firenze, Olschki, pp. 465-478.
Cfr. 1970, 1..
3. Rec. a A Concordance to the Divine Comedy of Dante Alighieri, Edited for the Dante Society of America by E.H. Wilkins and Th.G. Bergin, Associate Editor A.J. DeVito, Cambridge, Massachusetts, The Belknap Press of Harvard University Press, 1965; e a D. ALIGHIERI, La Divina Commedia. . Testo, concordanze, lessici, rimario, indici, IBM Italia, 1965 (con «Prefazione» di C. Tagliavini e «Nota tecnica» di G. Caldara): «Let­tere Italiane», XVIII, 3, pp. 319-324.
4. Bembo, Bernardo, in Dizionario biografico degli Italiani, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, VIII, pp. 108-109.

1968

1. Scritti filologici del Cinquecento (Machiavelli, Bembo, Amaseo, Celli, Var­chi), Padova, RADAR, pp. 160.
2. // canto XXI del Paradiso. (Gennaio 1965), in Lectura Dantis Scaligera, diretta da M. Marcazzan e S, Pasquazi, Paradiso Firenze, Le Monnier, pp. 733-786.
Cfr. 1966, 1 e 1971, 1.
3. Rec. a G. PASCOLI, Pomponia Graecina. Introduzione, traduzione e note esegetiche a cura di A. Traina, Bologna, Patron, 1967: «Lettere Ita­liane», XX, 3, pp. 425-427.
4. Galiani, Berardo, in Enciclopedia Filosofica. Seconda edizione intera­mente rielaborata, Firenze, Sansoni, II, p. 1563. Cfr. 1957,6.
5. Gravina, Gian Vincenzo, in Enciclopedia Filosofila., cit., Ili, pp. 355-. 357. Cfr. 1957,  7.

1969

1. Giacomo Manzoni e il Tommaseo, in Studi in onore di Mario Puppo, Pa­dova, Llviana Editrice, pp. 49-71.
2. Presenza del Boccaccio nel «Vago Filogeo» del Michiel, «Scudi sul Boccac­cio», V, pp. 227-250. Cfr. 1970, 1.
3. Minturno, Antonio, in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, pp. 655-656. Cfr. 1957,8.
4. Pallavicino, Sforza (Pietro), in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, pp. 1294-1295. Cfr. 1957,9.
5. Petrarchismo, in Enciclopedia Filosofica, cit., IV, pp. 1557-1558. Cfr. 1957, 10.
6. Serra, Renato, in Enciclopedia Filosofica, cit., V, p. 1294. Cfr. 1957, 11.
7. Tesauro, Emanuele, in Enciclopedia Filosofica, cit., VI, pp. 442-443.  Cfr. 1957, 12.
8. Varchi, Benedetto, in Enciclopedia Filosofica, cit., VI, pp. 842-843. Cfr. 1957, 13.
9. Venanzio, Girolamo, in Enciclopedia Filosofica, cit., VI, p. 864. Cfr. 1957, 14.
10. Vettori, Piero, in Enciclopedia Filosofica, cit., VI, pp. 900-901. Cfr. 1957, 15..

1970

1. Saggi vari da Dante al Tommaseo, Bologna, Patron, pp. VI-514. Rielabora, per diversi capitoli, con molte modifiche, integrazioni e ag­giornamenti, alcuni saggi editi in precedenza.. [I. Astronomia, mito e semantica nell'esegesi di un verso dantesco (cfr. 1951, 1); II. Il cielo dei contemplanti e lo «scaleo» d'oro; III. San Pier Damiani e Dante (cfr. 1966, 1); IV. Il mistero della provvidenza nel cielo di Saturno; V. Anomalie grafiche e fonetiche in un'epistola senese del Trecento (cfr. 1957, 1); VI. La prima esperienza petrarchesca in Inghilterra (cfr. 1961, 1); VII. Echi delle «Tre corone». nel «Vago Filogeo» del Michiel (cfr. 1966, 2 e 1969, 2); Vili.  «Ricordi» di Giovanni di Pagolo Morellii (cfr. 1957, 3); IX. Aspetti critici e filologici del Bembo volgare (cfr. 1959, 1 e 1963, 2); X. Il Guicciardini  del Ridolfi (cfr. 1961, 2); XI. Una versione poetica dello Scalvini di un passo del «Faust» (cfr. 1954, 2);. . XII. Note sui «Tre ritratti» e «Un addio» del Fusinato (cfr. 1957, 2); XIII. I segreti dell' arte letteraria nel «'Numero» tommaseiano; XIV. Il testamento letterario del Tommaseo (cfr. 1954, 1); XV. Il Tommaseo e la questione dalmatica del 1861 (cfr. 1953, 1); XVI. Un articolo filologico del Tommaseo non vulgato nel suo «Dizionario» (cfr. 1955, 1)]
2. Di donne io vidi una gentile schiera (Rime, LXIX), in Enciclopedia Dante­sca, Roma, Istituto della Enciclopedìa Italiana, II, p. 431.
3.  Muzio, Girolamo, . detto Giustinopolitano, in Grande Dizionario Enciclopedico, Torino, U.T.E.T., III edizione, XIII, pp. 66-67. Cfr. 1989,3.

1971.
11. Il canto XXI del Paradiso. (Gennaio 1965), In Lectura Dantis Scaligera, diretta da M. Marcazzan e S. Pasquazi, Paradiso, Firenze, Le Monnier, I ristampa, pp. 733-786. Ristampa di 1968, 2; cfr. 1966, 1.. 2. Rec. a N. TOMMASEO, Del Presente e dell'Avvenire. Inedito, a cura di T. Lodi, Firenze, Sansoni, 1968, tomo I, («Edizione Nazionale delle Opere di N. Tommaseo», vol. IV): «Lettere Italiane», XXIII, 3, pp. 438- 447.

1973
1. Dizionario critico della letteratura italiana, diretto da V. Branca. Redat­tori A. Balduino, M. Pastore Stocchi, M. Pecoraro, Torino, U.T.E.T., voll. 3,pp. xv-728;817;764. . Cfr. 1986, 1 e 1989, 1.
2.Gravina, Gian Vincendo, in Dizionario critico, cit., II, pp. 279-284. Cfr. 1986, 3, con revisioni e aggiornamenti, come le voci che seguono, e 1989, 1.
3. Minturno, Antonio, in Dizionario critico, cit., II, pp. 611-614. Cfr. 1986,4.
4. Riccoboni, Antonio, in Dizionario critico, cit,, III, pp. 187-189. Cfr. 1986,5.
5. Scalcini, Giovita, in Dizionario critico, cit., IlI, pp. 331-337. Cfr. 1986,
6.Tomitano, Bernardino, in Dizionario critico, cit., IlI, pp, 507-512. Cfr. 1986, 7.
7. Vettori, Piero, in Dizionario critico, cit., IlI, pp. 614-616. Cfr. 1986, 8.
8. Ne le man vostre, gentil donna mia (Rime, LXVI), in Enciclopedia Dante­sca,  cit., IV, p. 33.
9. Non mi poriamo già mai fare ammenda (Rime, LI), in Enciclopedia Dante­sca, cit., IV, pp. 71-72.
10. Vettori, Francesco, in Grande Dizionario Enciclopedico,, cit., XIX, pp. 420-421.
11. Vettori, Piero, in Grande Dizionario Enciclopedico, cit., XIX, p. 421.

1975
1. Rec. a M. D'ELIA, Su un costrutto sintattico della «Sententia Minuciorum», Bari, Adriatica Editrice, 1973: «Paideia», XXX, 3-4, pp. 242-244.

1976
1. Il Tommaseo e la sua amicizia col Manzoni, in Manzoni, Venezia e il Ve­neto. Atti della Tavola Rotonda (Venezia, 10 novembre 1973), a cura di V. Branca, E. Caccia, C. Galimberti, Firenze, Olschki, («Civiltà venezia­na», Saggi, 20), pp. 217-250.. 2. Sonar bracchetti, e cacciatori aizzare (Rime, LXI), in Enciclopedia Dante­sca, cit., V, pp. 315-316.. 3. Un dì si venne a me Malinconia (Rime, LXXII), in Enciclopedia Dantesca, cit.,V,p. 822..                                                             . 1977. . 1. La formazione letteraria del Tommaseo a Padova, in Niccolo Tommaseo nel centenario della morte. Atti del Convegno di Studi (Venezia, 30 maggio-1 giugno 1974), a cura di V. Branca e G. Petrocchi, Firenze, Olschki, («Civiltà veneziana», Saggi, 22), pp. 307-330

1979
1. Giudaismo e cristianesimo nel penultimo canto del «Paradiso», in Medioevo e Rinascimento Veneto con altri studi in onore di Lino Lazzarini. I, Dal Duecento al Quattrocento, Padova, Antenore, («Medioevo e Umanesimo», 34), pp. 105-127

1980
1. lettere dall'esilio e frammenti Inediti dello Scalvini nelle carte della polizia austriaca, in Studi in onore di Raffaele Spongano, Bologna, Boni, pp. 333-365

1981
1. Un’ignorata locuzione dell'inizio dell'Ottocento: la «catena della lupa», «Let­tere Italiane», XXXIII, 4, pp. 563-569

1982
1. Il Rinascimento. Aspetti e problemi attuati. Atti del X Congresso dell'A.I.S.L.L.I. (Belgrado, 17-21 aprile 1979), a cura di V. Branca, C. Griggio, M. e E. Pecoraro, G. Pizzamiglio, E. Sequi, Firenze, Olschki, (Biblioteca dell’«Archivum Romanicum», 167), pp. 702

1983
1. La biografia dello Scalvini scritta da Filippo Ugoni e il suo testamento inedi­to del 1840-'41, in Miscellanea di studi in onore di Vittore Branca. IV, II, Tra Illuminismo e Romanticismo, Firenze, Olschki, (Biblioteca dell’«. Archivum Romanicum», 181), pp. 817-841.


1986
1. Dizionario critico della letteratura italiana, diretto da V. Branca con la collaborazione di A, Balduino, M. Pastore Stocchi, M. Pecoraro, Tori­no, U.T.E.T., II edizione, voll. 4, pp. XXXIII-625; 643; 641; 611. Cfr. 1973. 1 e 1989, 1.
2. Canto XXXII dell'Inferno. (19 gennaio 1983), in Lectura Dantis Neapolitana, diretta da P. Giannantonio, Inferno, Napoli, Loffredo, pp. 589-615.
3. Gravina, Gian Vincenzo, in Dizionario critico, cit., II, pp. 449-453. Cfr, 1973, 2. Tutte le voci che seguono sono riviste ed aggiornate.
4. Minturno, Antonio, in Dizionario critico, cit., III, pp. 180-182. Cfr. 1973,3.
5. Riccoboni, Antonio, in Dizionario critico., cit., III, pp. 607-609, Cfr. 1973,4.
6. Scalvini, Giovita, in Dizionario critico, cit., IV, pp. 118-123. Cfr. 1973,5.
7. Tomitano, Bernardino, in Dizionario critico, cit., IV, pp. 313-318. Cfr. 1973,6.
8. Vettori, Piero, in Dizionario critico, cit., IV, pp. 419-422. Cfr. 1973,7.

1987
1. Studi in onore  di Vittorio Zaccaria in occasiona del settantesimo compleanno, a cura di M, Pecoraro, Milano, Unicopli, (Università degli studi di Pa­dova. Quaderni dell'Istituto di Filologìa e Letteratura Italiana, 5), pp. 455..
2. Contributi biografici ed accenni letterari in due testamenti inediti di Girolamo da Bologna, in Studi in onore di Vittorio Zaccana, cit., pp. 169-188.
3. Giambattista Brocchi dantista, in L’ opera scientìfica di Giambattista Broc­chi (1772-1826). Atti del Convegno (Bassano del Grappa, 9-10 novem­bre 1985), Vicenza, Banca Popolare, pp. 81-98.

1989
1. Dizionario critico della letteratura italiana, diretto da V. Branca, con la collaborazione di A. Balduino, M. Pastore Stocchi, M. Pecoraro, Tori­no, U.T.E.T., II edizione, ristampa, voll. 4, pp. XXIII-625; 643; 641; 618. Cfr. !973, 1 e 1986, 1..
2. Pietro Custodi tra Rivoluzione e Restaurazione. Presentazione degli Atti dei Primo Convegno Nazionale (Milano, Lecco, Galbiate (Monte Barro) 2-3 ottobre 1987), a cura di D. Rota, Lecco, Cattaneo Editore, pp. 9-15.
3. Muzio, Girolarno, detto Giustinopolitano, in Grande Dizionario Enciclopedico, Torino, U.T.E.T., IV edizione, XIV, p. 205. Cfr. 1970,3.

1990
1. Giuseppe Gennari e la cultura palatina settecentesca. Contributo alla storia della critica dantesca veneta del ‘700, «Lettere Italiane», XLII, 2, pp. 208-237.

1993
1. L’ elogio della lingua latina e dell' eloquenza dell' Amaseo e la difesa della reto­rica volgare dello Speroni, in Miscellanea di studi in onore di Gianfranco Folena, Padova, Editoriale Programma, pp. 1045-1063.. . Sei lettere inedite di Luca Gaurico ai Gonzaga di Mantova. Divinazioni astrologiche e testimoniante autobiografiche, . in preparazione.. OPERE  PREDISPOSTE  PER  LA  PUBBICAZIONE  O PROGETTATE. . 1. N. TOMMASEO, Dizionario estetico, («Edizione Nazionale delle Opere di N. Tommaseo»), voli. 3.[Il testo è stato già consegnato al Comitato Nazionale ed approvato per la stampa sin dal 1974, ma per varie ragioni di carattere editoriale e per la morte di alcuni membri di esso, fra cui Raffaele Ciampini, Gaetano Mariani, Mario Puppo e Giorgio Petrocchi, Presidente, non ha visto ancora la luce (cfr., a riguardo, G. PETROCCHI, L' Edizione Nazionale del Tommaseo,  in Niccolo Tommaeo nel centenario della morte, cit, pp. 57-61)].

2. P. bembo, Rime. Redazione ordinata e corretta dall'autore qualche anno prima della morte.. .
[Il volume, con relativo commento e con particolari accenni alle diverse redazioni dei singoli componimenti, riproduce il codice autografo della Biblioteca Nazionale di Vienna, già scoperto dal Pecoraro e reso noto nel 1959 (cfr. 1959, 1: pp. 39-47) e successivamente studiato nel capito­lo IX (Aspetti critici e filologici del Bembo volgare) dei suoi Saggi vari da Dante al Tommaseo (cfr. 1970, 1)].

3. G. SCALWINES, Frammenti inediti delle «Memorie amorose» e «Pensieri filosofici».. .
[Sono tratti dalle raccolte frammentate disposte dal Tommaseo per la stampa in quattro gruppi, sul materiale contenente «informi abbozzi di lavori» non compiuti che l'autore gli aveva lasciato, per testamento, prima della morte, con piena facoltà di pubblicare quelli che, corretti, gli fossero sembrati degni di nota, o di bruciarli (cfr. 1983, 1 e 1986, 6: IV, p.121)]..
.
4.  S. MICHIEL, El vago Filogeo. Poemetto amoroso, in prosa e in versi, della seconda metà del Trecento.
[Di quest'operetta volgare, di tipo toscaneggiante, composta a Venezia nel secolo XIV, e anteriore alla Leandreide, già sono stati messi in evi­denza dal Pecoraro i calchi danteschi, petrarcheschi e boccacciani nel capitolo VII (Echi delle ’Tre corone’ nel «Vago Filogeo» del Michiel) dei suoi Saggi vari da Dante al Tommaseo (cfr. 1970, 1)].  

 Prof. Clemente Mazzotta
- Docente di Filologia Italiana presso l’Università degli Studi di Bologna ed allievo del Prof. Raffaele Spongano (contemporaneo).

ruolo: professore ordinario
insegnamento: Filologia italiana
facoltà e corso di laurea: Lettere e Filosofia, tutti i Corsi di laurea, salvo Scienze della comunicazione e Conservazione dei Beni culturali
aree di interesse: ecdotica; filologia d'autore; poesia toscana del primo Quattrocento; letteratura scientifica dal Cinque al Settecento; Luigi Ferdinando Marsili; Giuseppe Parini; Vittorio Alfieri; Giosue Carducci; Giovanni Pascoli
cariche, titoli, onorificenze:

. socio residente e segretario (già tesoriere) della «Commissione per i Testi di Lingua» in Bologna;
. membro del comitato scientifico per l'«Edizione Nazionale delle Opere di Giosue Carducci»;
. membro, segretario e tesoriere, del comitato scientifico per l'«Edizione Nazionale delle Opere di Giovanni Pascoli»;
. accademico effettivo dell'Accademia pascoliana di San Mauro;
. già membro della commissione giudicatrice del premio «Giovanni Pascoli» di San Mauro Pascoli; dal 1998 presidente della stessa;
. responsabile della sezione «Strumenti e testimonianze per l'Edizione nazionale» della collana «Quaderni di San Mauro» della Nuova Italia di Firenze.
pubblicazioni:
A. Monografie, edizioni

. Edizione critica e cura di: Niccolò Tinucci, Rime, Bologna, Commissione per i Testi di Lingua, 1974, pp. LXXX-82.
. Raimondi fra poeti e pittori (mostra di carteggi), catalogo ordinato da C. Mazzotta, Bologna, Alfa, 1977, pp. 168.
. Cura di: Vittorio Alfieri, Scritti politici e morali, vol. III (Esquisse du Jugement Universel, Satire, Misogallo), Asti, Casa d'Alfieri, 1984, pp. CLI-522.
. Presentazione, trascrizione critica e commento a: Luigi Ferdinando Marsili, Bevanda asiatica, Bologna, Gamma, 1986, pp. 42, con riproduzione anastatica dell'edizione d'autore datata al 1685.

. Cura di: Giovanni Pascoli - Leopoldo Tosi, Lettere (1895-1912), Bologna, CLUEB, 1989, pp. 150.

. Edizione critica e cura di: Vittorio Alfieri, Panegirico di Plinio a Trajano, Parigi sbastigliato, Le Mosche e l'Api, Bologna, CLUEB, 1990, pp. 174.

. Catalogo delle carte di Ida Pascoli, Bologna, Tamari, 1990, pp. 64.

. Cura di: "La nota filologica e la trascrizione critica", in Medicina per le donne nel Cinquecento. Testi di Giovanni Marinello e di Girolamo Mercurio, a cura di M.L. Altieri Biagi, C. Mazzotta [et al.], - Strenna UTET 1992 -, Torino, UTET, 1992, pp. 126.

. Cura di: Concordanza dei "Poemi Conviviali" di Giovanni Pascoli, Firenze, La Nuova Italia, 1997, pp. XIV-476.

. Luigi Ferdinando Marsili, Bevanda asiatica (trattatello sul caffè), Roma, Salerno, 1998, pp. 84.

. Cura di: Concordanza dei "Carmina" di Giovanni Pascoli, Firenze, La Nuova Italia, 1999, pp. XVI-898.

. Cura di: Lanfranco Caretti, Studi sulle lettere alfieriane, con Angelo Fabrizi, Modena, Mucchi, 1999.

. Cura di: Jolanda: le idee e l'opera, Atti del convegno di studi - Cento, 28 e 29 novembre 1997, Bologna, Editografica, 1999.

B. Saggi

. Il polimetro tardo-trecentesco "Il Giuoco d'Amore" di Giovanni Gherardi da Prato, in «Studi e problemi di critica testuale», 9, ott. 1974, pp. 29-67.

. Per un'edizione delle rime di Giovan Matteo d'Antonio Megli, in «Studi e problemi di critica testuale», 12, apr. 1976, pp. 50-66.
. Fra gli autografi alfieriani di Montpellier: la copia "A" del "Misogallo", «Studi e problemi di critica testuale», 17, ott. 1978, pp. 25-40.
. Un antico regesto dei codici alfieriani, in «Studi e problemi di critica testuale», 19, apr. 1980, pp. 85-95.
. Per l'edizione critica del "Misogallo". Le stampe fondamentali, in Studi in onore di Raffaele Spongano, Bologna, Boni, 1980, pp. 285-304.
. Nota sul testo delle "Satire" alfieriane, in «Studi e problemi di critica testuale», 21, apr. 1980, pp. 59-74.
. L'Europa imbestiata: il "Rame" misogallico, in «Studi e problemi di critica testuale», 29, ott. 1984, pp. 13-29.
. L'Europa imbestiata. Il "Rame" misogallico, in Vittorio Alfieri e la cultura piemontese fra illuminismo e rivoluzione, Torino, Bona, 1985, pp. 503-514 (redazione aggiornata del numero precedente).
. Tessere poetiche pascoliane tra le carte della sorella Ida, in Testi ed esegesi pascoliana, Bologna, CLUEB, 1988, pp. 95-113.
. Un inedito volgarizzamento d'autore dell'alcaica al monte Titano, in «Rivista Pascoliana», 1, 1989, pp. 175-182.
. Per il "Panegirico di Plinio a Trajano" dell'Alfieri, in Studi politici in onore di Luigi Firpo, Milano, Angeli, 1990, vol. II, pp. 757-771.
. Vittorio Alfieri e la passione controrivoluzionaria, in «Rivista italiana di studi napoleonici», XXIX, 1992, pp. 231-255.
. Il primo getto della "Prefazione" all'"Abele" di Vittorio Alfieri (in collaborazione con Monica Gaggi), in «Studi e problemi di critica testuale», 50, apr. 1995, pp. 41-52.
. Appunti a margine di un fondo pascoliano, in "Per sovrana risoluzione", studi in ricordo di Amelio Tagliaferri, Gorizia, Edizioni della Laguna, 1998, pp. 359-364.
. Restauri pascoliani tra edizioni e concordanze, in «Rivista Pascoliana», 10, 1998, pp. 181-195.
. L'originale del Rogito Giletti tra archivistica e filologia, in «Anecdota», IX, giugno 1999, n. 1, pp. 53-69.
. Recensione a: Le rime dei due Buonaccorsi da Montemagno, introduzione testi e commento di R. Spongano, Bologna, Patron, 1970, in «Giornale storico della letteratura italiana», CXLVIII, 1971, pp. 422-426.
. Recensione a: Felice Battaglia, Parva desanctisiana, Bologna, Patron, 1970, in «Studi e problemi di critica testuale», 3, ott. 1971, pp. 310-311.
. Recensione a: Il Novellino, testo critico, introduzione e note a c. di G. Favati, Genova, Bozzi, 1970, in «Studi e problemi di critica testuale», 6, apr. 1973, pp. 234-243.
. Recensione a: Liriche edite e inedite di Biagio Buonaccorsi, a c. di D. Fachard, in «Studi di filologia italiana», XXXI, 1973; «Studi e problemi di critica testuale», 8, apr. 1974, pp. 245-247.
. Recensione a: Le rime di Onesto da Bologna, ed. critica a c. di S. Orlando, Firenze, Sansoni, 1974, in «Studi e problemi di critica testuale», 10, apr. 1975, pp. 220-222.

. Recensione a: Antonio Lanza, Polemiche e berte letterarie nella Firenze del primo Quattrocento, Roma, Bulzoni, 1972, in «Studi e problemi di critica testuale», 10, apr. 1975, pp. 222-237.

. Recensione a: Ser Giovanni, Il Pecorone, a c. di E. Esposito, Ravenna, Longo, 1974, in «Studi e problemi di critica testuale», 10, apr. 1975, pp. 237-242.

. Recensione a: Giovanni Boccaccio, Decameron, ed. critica a c. di V. Branca, Firenze, Crusca, 1976, in «La Bibliofilia», LXXIX, 1977, pp. 69-74.

. Recensione a: Enzo Esposito, Boccacciana. Bibliografia delle edizioni e degli scritti critici (1939-1974), Ravenna, Longo, 1976, in «Studi e problemi di critica testuale», 15, ott. 1977, pp. 273-275.

. Recensione a: Vittorio Alfieri, Epistolario, a c. di L. Caretti, vol. III, Asti, Casa d'Alfieri, 1989, in «Studi e problemi di critica testuale», 43, ott. 1991, pp. 204-218.

. Recensione a: Gaetano Polidori, Opere scelte, a cura di Edoardo Giovanni Carlotti con un saggio di Roberto Tessari, Pisa, Giardini, 1991, in «Studi e problemi di critica testuale», 50, apr. 1995, pp. 215-221.

. Recensione a: Maria Gioia Tavoni, Il banco del libraio e lo scaffale del giurista, Carlo Trenti nella Bologna di fine Settecento, Bologna, Pàtron, 1993, in «Studi e problemi di critica testuale», 50, apr. 1995, pp. 251-253.

 Prof. Franco Fanciullo - Ordinario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino (contemporaneo).

 Don Vito  Bolognini- Parroco. 

Don Carmelo  Briganti
- Parroco e poetaNoto antifascista che per le sue idee liberali  fu esiliato a Lecce durante il ventennio e gli fu fatto divieto di metter piede in Cellino S. Marco (BR) anche per far visita ai parenti.Le sue opere furono allora bruciate pubblicamente, e nulla si salvò dei suoi scritti.Nel 1984, Il professor Mario D’Elia dell’Università di Lecce, cercò di mettersi in contatto con i suoi parenti sia su Cellino che su Bari per vedere se qualche manoscritto fosse sfuggito al rogo. I suoi sforzi furono inutili poiché quei parenti dissero di non avere nessun tipo di documento. 

Oronzo Ginosa
- Medaglia d’argento al Valor Militare nella guerra del 1915-1918.  

 
Marchese  De Viti-De Marco prof. Antonio
( Lecce 30.9.1858- Roma 1.12.1943).Economista e uomo politico. Professore universitario di Economia Politica e Scienza  delle Finanze (disciplina da lui introdotta in Italia) e politico di orientamento antiprotezionista, ha analizzato le scelte finanziarie come funzione delle scelte economiche che esse presuppongono come realtà di base; sostenne una politica liberista per lo sviluppo dell’agricoltura meridionale e fu uno dei maggiori esponenti del meridionalismo. Deputato radicale (1900-1921) antifascista, lasciò la cattedra romana per non prestare giuramento al fascismo. Nato a Lecce il 30 settembre 1858. La famiglia, era composta anche da tre sorelle ed un fratello, e viveva a Lecce, non distante dalla chiesa di S. Croce, salvo poi trasferirsi nelle proprie tenute in campagna nei mesi estivi, preferendo quella di Cellino S. Marco.Nel 1868, a dieci anni, entrò nel collegio ”Giuseppe Palmieri” di Lecce, dove nel 1876 conseguì la licenza liceale.Nello stesso anno si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza di Roma, laureandosi nel 1881.Ottenne la cattedra di Economia Politica a Napoli, e successivamente passò a Camerino ed a Macerata, e dal 1885 fino al 1887, ottenne l’incarico a Pavia.Dal 1887 ebbe la cattedra di Scienza delle Finanze a Roma.Nel 1889, il professore conobbe Vilfredo Pareto, da cui ottenne la collaborazione, l’anno successivo, al “Giornale degli Economisti”, del quale era divenuto nel frattempo proprietario e direttore insieme al Pantaleoni e ad Ugo Mazzola.Fu tenace oppositore della politica doganale del 1887 e dei dazi, sia dalle colonne del “Giornale degli Economisti”, che dai banchi del parlamento, prevedendo con straordinaria immaginazione le tragiche conseguenze.Il 3 giugno 1895 a Firenze, si sposò con Harriett Lathrop Dunham, americana di origini inglesi, soggiornando insieme alla moglie l’anno successivo negli Stati Uniti d’America.Da questo matrimonio nacquero tra il 1896 ed il 1900 i tre figli, James, Etta e Lucia.Fu eletto candidato nelle liste radicali dal 1900 al 1921.Nel 1904 conobbe Gaetano Salvemini e Luigi Einaudi nella lega Antiprotezionista.La stretta collaborazione dell’economista con Gaetano Salvemini alla direzione dell’Unità era iniziata con la ricostruzione del giornale nel 1916, che ebbe sede per un periodo nella sua dimora romana e terminò alla fine del 1918.Date le sue convinzioni politiche ed economiche, e la sua profonda onestà intellettuale  che non gli permetteva di scendere a compromessi comuni, l’8 novembre 1931 comunicava al prof. Pietro De Francisci, Rettore dell’Università di Roma le proprie dimissioni dalla cattedra romana.Con l’avvento della dittatura, segue un ritiro dalla vita politica, ed un conseguente e quasi contemporaneo abbandono anche degli amici più cari, come riferisce lo stesso Salvemini, o nelle parole di Tommaso Fiore che lo descriveva come “un faro nella notte”.Data la particolare situazione del momento, ed altre conseguenti, lo portarono già sul finire del 1931 ad isolarsi, ed a  dedicarsi completamente alla stesura definitiva, (dopo anni di minuziose e continue revisioni) ed alla successiva stampa del suo volume “ I Primi Principi dell’Economia Finanziaria”, nella sua  tenuta (attualmente di altra proprietà) con villa e boschetto di lecci e pini in contrada “Li Veli” a Cellino S. Marco, che ebbe un notevole successo in Italia, ed all’estero, con le edizioni in tedesco, inglese e spagnolo ristampate postume, e lasciando un ricordo indelebile tra gli abitanti, con i quali si intratteneva a parlare della realtà politica dell’Italia di allora, confrontandola con le realtà degli altri Paesi che egli aveva avuto modo di conoscere sia per motivi di lavoro che di soggiorno, dimostrandosi allo stesso tempo un profondo conoscitore ed analista, e che ancora oggi lo ricordano con affetto.Morì a Roma all’età di ottantacinque anni il 1 dicembre 1943. Opere:Il Carattere Teorico dell’Economia Finanziaria (1888). Loreto- Pasqualucci, Roma. La Pressione Tributaria dell’Imposta e del Prestito 1893. In: Giornale degli Economisti, serie ll, anno IV, vol. VI, gennaio, pp. 38-67; marzo pp. 216-231. Saggi di Economia e di Finanza (1898). In: Giornale degli Economisti, Roma 1898, pp. 61-123. English translation quoted: ”Fiscal Burden Arising from Taxation and public Debt”, in L. L. PASINETTI (ed. italiana). La coltura dei popolari in Esperienza Liberale A.1, n. 20-21, 1922. La nostra cultura politica 1, A.2, n. 5, 1923. La nostra cultura politica 2, A.2, n. 6, 1923. Il giornalismo Gentile,  in Uomini e Idee,  A 3, n. 11, 1924.A proposito del dazio sul grano: Non ho detto male di Garibaldi, A 3, n. 15, 1924. Appello ai meridionali, A. 3, n. 45, 1924. Sonnino e la guerra europea, A. 4, n.7,1925.I Primi Principi di Economia Finanziaria (1928), Sanpaolesi Roma. Grundlehren der Finanzwirtschaft 1932. J.C.B. Mohr (Paul Siebeck, Tubingen. Principi di Economia Finanziaria 1934, Einaudi Torino. Principios Fundamentales de Economia Financiera 1934, editorial Revista de Derecho Privado, Madrid.First Principles of Public Finance 1936, Jonathan Cape London (Harcourt Brace & Co., New York). 

P.S. La foto al lato (foto cartolina degli anni 1960)

rappresenta la villa o più propriamente denominata dai cellinesi il castello della tenuta “Li Veli” a Cellino S. Marco, appartenuta un tempo al marchese De Viti De Marco prof. Antonio.

E’ anche famosa per aver ospitato l’allora re d’Italia Vittorio Emanuele III, la sua corte e parte dello Stato Maggiore a lui rimasto fedele durante la vergognosa fuga da Roma a Brindisi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.

E’ ancora famosa perché nel 1948 furono scoperte nel bosco retrostante delle tombe a forno databili intorno al 2000-1800 a.c.

Prof. Francesco  Spina- (Cellino S. Marco 1948-Cellino S. Marco 1997). Storico locale.Autobiografia integralmente tratta dalle proprie opere.Dopo aver conseguito il diploma di Maturità Classica presso il Liceo-Ginnasio “Calasanzio” dei Padri Scolopi di Campi Salentina (Le), ha compiuto gli studi universitari a Lecce laureandosi il 26.6.1972 in Filosofia con il massimo dei voti.Dal 1974 ha insegnato lingua italiana ed ha frequentato sei corsi di aggiornamento sulla stessa istituiti dal Ministero della Pubblica Istruzione.Professore abilitato in Scienze umane e Scienze umane e storia per i Licei, sin dal 1976.E’ stato professore di ruolo ordinario di Filosofia e Scienze dell’educazione nelle scuole superiori statali di secondo grado.Dopo aver frequentato per un biennio la Scuola di perfezionamento in Storia dell’Università di Urbino, il 4.12.1981 ha conseguito il Diploma di Perfezionamento in Storia Medioevale con il massimo dei voti.I suoi  interessi maggiori sono stati sempre per la storia locale e salentina, nonché per il recupero restauro e conservazione dei beni archeologici e culturali. Articoli e studi pubblicati su giornali e riviste: Spazio e tempo. Einstein e la sua teoria. Ennesimo tentativo di una divulgazione.Secondo il filosofo tedesco Hans Reichenbach è unica  vera filosofia quella scientifica.La metodologia strutturalista in medicina nel pensiero di Michel Faucoult.Per una storia del paese. Le origini di Cellino e la cappella di S. Marco.La stele funeraria rinvenuta nel 1869. Analisi di un importante reperto archeologico di epoca romana.Archeologia e storia. Reperti archeologici nel feudo di Cellino da 4000 anni ad oggi. Opere:  Storia di Cellino San Marco dal Medioevo all’Età Moderna. Arti Grafiche Stella, Cellino S. Marco 1985. Storia di Cellino S. Marco dall’Unità d’Italia ad oggi. Arti Grafiche Stella, Cellino S. Marco 1987.  

AL  Bano
(pseudonimo di Albano Carrisi, contemporaneo)- Musicista, cantante. 

Prof. Paolo  Ferulli - Docente di violoncello presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce (contemporaneo).E’ stato vincitore del concorso Nazionale per Violoncello presso il Teatro “S. Carlo” di Napoli e del Teatro Comunale di S. Remo. Ha prestato la sua opera presso il Teatro “La Fenice” di Venezia, collaborando con il Gruppo Veneziano in qualità di Primo Violoncello.Svolge attività concertistica in varie formazioni in Italia ed all’estero, sia come violoncellista che come direttore.Da ormai tre anni, è coinvolto nelle attività dell’Associazione Musicale “Giovanni Pierluigi da Palestrina” essendone anche il Direttore Artistico.Tale associazione ha preso vita dall’entusiasmo che il coro polifonico “Laudamus Dominum” riversava nella propria attività musicale. Il coro, nato nel giugno 1996 in occasione di un’ordinanza sacerdotale e sotto la costante spinta del Parroco don Mimmo Macilletti, ha continuato la sua attività attraverso la realizzazione di  alcuni concerti che hanno avuto vasta risonanza a livello nazionale e riportati anche sugli organi di stampa locali.Il Coro, ha realizzato diversi concerti in collaborazione con altre realtà corali locali (S. Vito dei Normanni, Brindisi, Locorotondo,…).Con il Coro Arcivescovile S. Leucio di Brindisi, in particolare, è stata portata avanti una proficua collaborazione confluita nella realizzazione di diversi spettacoli: l’oratorio “Mosè” presentato in due diverse date a Brindisi e Cellino S. Marco nel maggio 1999.Ha partecipato soprattutto alla realizzazione dello spettacolo diocesano nel giugno 1999 in Piazza Duomo a Brindisi.In occasione del Giubileo degli Ammalati (11 febbraio 2000) ha animato insieme al coro della Cappella Sistina a Roma la solenne celebrazione presieduta da S.S. Giovanni Paolo II.L’incontro con il Maestro Paolo Ferulli ha visto la nascita, tra il luglio ed ottobre 2001, dell’attuale associazione.L’Associazione senza fini di lucro, si propone di perseguire i suoi scopi in diversi modi:

ü   Attività concertistica strumentale e corale che coinvolge diverse ensemble musicali come orchestra sinfonica, da camera, coro polifonico e solisti, in particolare i Concerti di Natale (dicembre 2001,2002,2003, 2004) per soli coro ed orchestra sinfonica.

ü   Concerti del genere lirico-sinfonici “Pagine d’Opera” (luglio 2002, 2003, 2004) con i quali si allietano le serate “Estate in Città” dei paesi della Penisola Salentina con musiche di Verdi, Vivaldi, Toscanini, Bellini, Bizèt, Mascagni, Paganini, Baach, Beethoven ed altri, con il Patrocinio del Comune di Cellino S. Marco.

 

           Il maestro in una esibizione canora insieme al coro ed orchestra

Gli ensemble riuniti dall’associazione sono composti da 45-50 professori d’orchestra, da 60 componenti del coro e da due o tre cantanti lirici. L’associazione ha inoltre istituito una stagione musicale intitolata “Primavera in Musica”, che è giunta al momento alla sua terza edizione.Per quanto riguarda l’attività didattica, è in fase di realizzazione  un progetto che preveda la nascita di una scuola per quei giovani che intendano intraprendere lo studio di uno strumento musicale.Le attività culturali sono costituite in genere da incontri, conferenze e dibattiti sulle varie forme culturali e sugli aspetti sociali della musica e della sua importanza nella realtà quotidiana.L’associazione ha progettato di gemellarsi con la Fondazione “Palestrina” che nella cittadina laziale ha dato il nome al grande compositore.

Venere Iurlaro - (Nata a Cellino San Marco, contemporanea.)

PREMIAZIONE DEL FESTIVAL DELLA POESIA EUROPEA DI TAORMINA
EDIZIONE 2004


Quattro donne ai primi tre posti nel Festival della Poesia Europea di Taormina.
La Giuria composta dal Cav.Aldo Italo Pagano (Presidente), dalla Dott.ssa Maria Rosaria Tinto da Napoli, dalla Prof.ssa Anna Castiglione Garozzo da Giarre (CT), dall'Editore di "Verso il futuro", Nunzio Menna da Avellino e dall'Editore dell'annuario internazionale " I magnifici delle 7 Note ", il giornalista Nino Bellinvia, dopo aver attentamente e ripetutamente esaminato le 111 poesie in gara per la IV^ Edizione del Festival della Poesia Europea, ha deciso di assegnare il 1° Premio alla bella poesia "Vorrei" di Angela D'Acunto da Pontecagnano (SA) ed il 2° alla non meno bella "La mia vita" di Maria Rosa Gelli da Arezzo, figlia del celebre poeta e scrittore Licio Gelli che, a quanto pare, ha deciso di appendere la penna al chiodo o come Lui stesso simpaticamente e ripetutamente dice: "Ho finito l'inchiostro!" Fortunatamente ne ha un calamaio pieno la figlia che ha ereditato dal papà non solo la voglia di scrivere ma anche la bravura!
Terze classificate a pari merito 32 punti Katia Donato Masciari da Messina con "E il mare attende", e Venere Iurlaro da Cellino San Marco (BR), che con la sua poesia "Voli d'amore" ha incantato la Giuria.
Quattro fa-vo-lo-se (come direbbe il compianto Mario Riva) poetesse ma anche quattro favolose donne: le prime due poco più che quarantenni, le seconde due poco più che cinquantenni ma tutte e quattro con un bagaglio non indifferente di esperienza nel mondo della poesia in quanto già vincitrici di altri importanti Premi di Poesia in precedenti Concorsi.
Ci auguriamo di poter loro stringere la mano la sera del 12 Agosto sul palcoscenico che verrà allestito in Piazza Vittorio Emanuele II° di Gaggi alla presenza almeno di un paio di migliaia di persone. Grande sarà la loro soddisfazione ma anche quella di Madame Marie-Christine Fournier che con la collaborazione dell'Assessore alla Cultura, Dr.Giuseppe Lionti ed alla Presidente del Consiglio, Prof.ssa Pina Fiumara ha fatto di tutto perché la Manifestazione non si svolgesse più in una Saletta di Congressi che poteva ospitare dalle due o trecento persone ma in una Piazza enorme (con posti a sedere) che ne potesse ospitare due o tremila.
Articolo scritto dal sig. Gilbert Paraschiva su internet che si ringrazia per la gentile concessione.

CANTO ALLA MUSA
O Musa dormiente, svegliati e ascolta:
ho un tormento nel cuore e quando
il cielo di crèmisi d'oro s'accende, spesso
ti cerco per chiederti consiglio e conforto.
Le incertezze dominano la mia mente,
ho accantonato tele, pennelli e colori,
si posa la nebbia su cose che amo
e non mi da la brama di sognare.
Ma stasera, lacrime amare scaturiscono
dai miei occhi stanchi,
non ci sono le ali del vento,
perché dolce Musa non sento il tuo Canto?
Ti prego, infondi il sole nel mio cuore
e fai sbocciare fulgidi pensieri d'amore,
dammi ancor la gioia di vivere, i sogni
della sfuggita giovinezza non spegnere.
Geme di luci tenero tramonto,
vagheggiano smarrite come tremule chiome
e nel brusio della sera, anacoréti palpiti
albeggiano sul prato sconfinato
del mio mondo infiorato di stelle.
Tra lievi fruscii, la profumata aurora
fluisce la vita, il fato mi svela,
carezze di bimbi sfiorano il mio viso
segnato dalle rughe del vissuto.
dolce Musa, tu che leggi nel cuore,
ad ogni uomo hai disegnato il cammino
e assegnato gradita speranza,
non cerco fragor di folla che m'acclama
ma, ritrovar il sentiero della vita
è ciò che conta.
Venere Iurlaro
CHANT À LA MUSE
O Muse dormante, réveille-toi et écoute:
j'ai un tourment dans le coeur et  quand
le ciel de cramoisi d'or s'allume, souvent
je te cherche pour te demander conseil et réconfort.
Les incertitudes dominent mon esprit,
j'ai mis de côté toiles, pinceaux et couleurs,
la brume se pose sur les choses que j'aime
et ne me donne le désir ardent de rêver.
Mais ce soir, des larmes amères jaillissent
de mes yeux fatigués,
les ailes du vent n'y sont pas,
pourquoi douce Muse je n'entend pas ton chant?
Je t'en prie, imprime le soleil dans mon coeur 
et fait épanouir d'éclatantes pensées d'amour,
donne-moi encor la joie de vivre, les rêves
de la fugace jeunesse n'éteins pas. 
Des gemmes de lumière le tendre déclin,
elles soupirent égarées comme des tremblantes chevelures
et dans la rumeur du soir, anachorètes frémissements
font jour sur le pré illimité
dans mon monde orné d'étoiles.
Parmi légers bruissements, la parfumée aurore
s'écoule la vie, le destin me révèle:
des caresses d'enfants effleurent mon visage
marqué par les rides du vécu.
Douce Muse, toi qui lit dans le coeur,
à chaque homme tu as dessiné le chemin
et assigné l'agréable espérance,
je ne cherche pas le fracas de foule qui m'acclame
mais, retrouver le sentier de la vie
c'est ce qui importe.
Traduzione M-Christine Fournier

PREMIO “IL CONVIVIO 2001”
Trimestrale di Poesia Arte e Cultura dell’Accademia Internazionale
“IL CONVIVIO”

Via Pietramarina 66 Verzella
95012 Castiglione di Sicilia (CT) Italia
Sezione Pittura e Scultura : Fiori di carta, opera di Venere Iurlaro.

Fiori di carta di Venere IURLARO

Novembre 2005                                                                 Ing. Luigi Cesano


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